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venerdì 8 febbraio 2013

Voti utili e inutili: ma per chi?


Dai giornali, ai blog, ai commenti sui siti è tutto un rincorrersi di appelli o spiegazioni per il voto utile. Che hanno più o meno 2 connotazioni. Voti PD-SEL se no torna Berlusconi. Oppure, visto che questo disco sembra un po' rotto, ne hanno inventata un'altra. Quelli che votano Ingroia perchè non vogliono Monti, stanno in effetti votando per Monti. Più voti si toglie a PD-SEL e più probabile sarà la mancata maggioranza al Senato e dunque l'alleanza con Monti. Una linea di pensiero in effetti più logica, che ha il solo difetto di negare un'altra realtà. E cioè che da quasi un anno Bersani vuole governare con Monti e lo ha ribadito anche pochi giorni fa a Berlino. Dal che ne dovrebbe quantomeno dedurre che se votare Ingroia equivale a votare Monti, anche votare Bersani vuol dire prendersi Monti.
Ma mi piacerebbe concludere, sperando che ci sia qualche lettore un po' più maturo (di età) con questo paragone: per 40 anni il PCI ha preso voti sapendo di non poter governare. In realtà il PCI prendendo molti voti portava via molti elettori e quindi un notevole peso politico al PSI (anche prima di Craxi, quando era un partito migliore). Si sarebbe potuto scegliere il voto utile e votare tutti PSI per mettere più sinistra nei governi di centrosinistra di allora. Invece c'erano milioni di voti inutili. Tutti idioti?

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