Pubblichiamo di seguito 2 lettere di dimissioni dal Movimento 5 Stelle annuncia le sue dimissioni, dopo le dichiarazioni di Grillo su Casa Pound e anti-fascismo.
La prima è di Marco Giustini, consigliere comunale a Roma. La seconda di Lorenzo Paulan, consigliere comunale a Carpi. Entrambi rivendicano il loro antifascismo e si trovano dunque impossibilitati a proseguire la loro esperienza politica in un movimento il cui capo apre a Casa Pound e si dice non competente a prendere posizioni sul fascismo. D'altronde un movimento che nasceva come idea di democrazia dal basso nulla potrebbe avere a che fare con il fascismo. Un movimento ormai travolto dal liderismo di Grillo che ha cacciato chiunque si sia dimostrato meno che obbediente (alcuni direbbero, servo) al capo e che prende posizioni politiche compromettenti sulla base delle idee, spesso balorde, di Grillo. Pochi anni, qualche elezione, e i nodi già vengono al pettine.
Sono sette anni che in modalità differenti faccio parte di quello che è
ora il Movimento Cinque Stelle. Da cinque sono l'unico consigliere
eletto a Roma, dopo che tutti gli eletti nel 2008 sono passati ai
partiti della casta.
In questi anni ho tentato di essere uno strumento al servizio dei
cittadini che mi hanno eletto in nome di Beppe Grillo, dei cittadini di
Roma ed in particolare dei 140.000 abitanti del Municipio XVI in cui
sono stato eletto consigliere. Ho combattuto per la difesa dei beni
comuni, l'acqua, l'aria, la terra. Sono state tante le battaglie di
questi cinque anni. Ho tentato di oppormi alla gestione tossica dei
rifiuti a Roma, a partire dal territorio martoriato di Malagrotta,
facilitando la nascita di uno strumento di partecipazione popolare come
l'Osservatorio Ambientale Municipale della Valle Galeria, che aveva
l'obiettivo di dare finalmente una voce propria, svincolata dalla
politica e dagli interessi affaristici, ai cittadini residenti della
zona. Ho tentato di favorire il diritto dei cittadini agli spazi verdi
per vivere meglio e socializzare, da Monteverde - attraverso la
battaglia della delibera popolare per il parco pubblico a Via dei
Quattro Venti - fino a Pisana - attraverso la battaglia contro la
localizzazione di una pompa di benzina nell'unica area verde del
quartiere. Cosi come ho sostenuto la battaglia per l'acqua pubblica, sia
nel Municipio attraverso le proposte di delibera che ai banchetti per
il referendum.
Ma dopo questi sette anni è cambiato tutto ed il Movimento 5 stelle
non ha mantenuto le promesse su cui era nato. Promesse che si sono
rivelate, una ad una delle tremende finzioni.
Il 30 dicembre 2012 avevo già annunciato che oggi sarei uscito dal
Movimento 5 stelle se non fosse stato deciso a Roma di aprire alla
partecipazione dei cittadini le modalità di candidatura per le elezioni
comunali, dopo che era stato violato sistematicamente il Non-Statuto del
M5S, senza alcun intervento di Beppe Grillo in quanto garante del
movimento.
Ora la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a
rendere irrevocabile questa decisione è stato il video diffuso da Casa
Pound Italia. Un video che riprende il dialogo tra Simone Di Stefano
candidato di Casa Pound alla presidenza della Regione Lazio e Beppe
Grillo, in cui il candidato di un partito che si autodefinisce fascista
chiede: "Quelli di Casa Pound vogliono sapere sei sei antifascista o no"
e Beppe Grillo risponde: "Questo è un problema che non mi compete".
Come..."non mi compete" ??
Beppe Grillo si è autodefinito "capo politico" del Movimento 5 stelle
e quindi ogni sua affermazione è una affermazione del movimento. In
Germania, il paese che spesso abbiamo preso a riferimento per la sua
evoluzione culturale, sociale ed ambientale, nessun "capo politico"
neanche di destra si azzarderebbe a dire che non gli compete definirsi
antinazista. In Italia invece c'è chi continua volutamente a confondere
destra e fascismo.
Beppe Grillo non ha voluto dire di essere antifascista e cosi ha
legittimato l'esistenza in Italia di un partito che si definisce
fascista. E in quanto "capo politico" ha infangato anche chi fa parte
del movimento. Purtroppo a questo punto è chiaro che lo ha fatto per
interesse elettorale, per attirare i voti dell'estrema destra fascista
sul Movimento 5 stelle. Beppe Grillo è un capace comunicatore e non uno
sprovveduto che non sa cosa dice e cosa vuole. E' impossibile che non si
sia reso conto di ciò che ha fatto.
Non si può parlare di difesa della Costituzione nel programma del
Movimento e poi legittimare l'esistenza di un partito fascista,
affermando che non compete a Beppe Grillo e quindi al Movimento
definirsi o meno antifascisti. Quella Costituzione è stata scritta
grazie alla vita di chi ha lottato per creare in Italia le condizioni di
democrazia e partecipazione, per il cui sviluppo abbiamo lavorato in
questi anni all'interno del Movimento, e quindi chiunque si definisca
fascista non può e non deve avere diritto di parola, come peraltro dice
la legge.
Casa Pound sono dei fascisti non solo perchè si dichiarano tali, ma
perchè c'è chi ha visto gente con le spranghe di ferro tra le mani per
strada, e lo ha visto qui a Roma. Non dirsi antifascisti significa
legittimare azioni del genere. Non basta dire che non si condividono e
non si partecipa materialmente a queste azioni, come ha detto Beppe
Grillo nel video. Peraltro a Casa Pound, il sindaco di Roma Alemanno ha
comprato con i soldi dei cittadini la loro sede. Quindi anche loro sono
parte della casta dei partiti.
"Uno conta uno" è ormai solo un vuoto slogan. Gli eletti non devono
parlare in tv per evitare di essere strumentalizzati, mentre Beppe
Grillo può dire al vicepresidente di un partito che si definisce
fascista che non gli compete dire di essere antifascista, sapendo che
sarà strumentalizzato? I cittadini che fanno parte del Movimento possono
essere espulsi con un semplice messaggio sul blog, mentre le
dichiarazioni di Beppe Grillo non possono essere soggette ad un giudizio
dei partecipanti al movimento? Domande come queste rimangono da sempre
senza risposta. Nessuna decisione fondamentale viene condivisa nel
Movimento 5 stelle e nessuno nel Movimento se ne stupisce. Quei pochi
che lo fanno, vengono cacciati.
Il Movimento 5 stelle, per come l'ho conosciuto io e per il quale ho
sempre lottato, è finito e quindi non ha più senso farne parte. Dopo che
il Non-Statuto è diventato carta straccia, ora anche l'ultima finzione è
caduta: Beppe Grillo dopo essere diventato "capo politico" è anche il
candidato-premier alle elezioni nazionali, dopo aver detto per anni che
non si sarebbe mai candidato perchè condannato.
Ma io non voglio arrendermi, perchè continuo a credere nei principi
ed i valori per i quali ho lottato, partecipando al Movimento 5 stelle,
anche se ora ho deciso di uscirne. Se pensate che abbiano un senso le
mie parole, potete continuare a seguirmi sul mio blog personale.
Marco Giustini - Consigliere al Comune di Roma - Municipio zona XVI
A me l’antifascismo compete (e di parecchio) Un movimento che nasce per
chiedere più democrazia, non può essere non antifascista.
E’ una questione di logica e di senso delle parole, peraltro
supportata, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, dai temi e dalle
campagne portate avanti fino ad oggi, negli atti istituzionali delle
persone che sono state elette in consigli regionali e comunali e nel
fatto che i movimenti di sinistra che non si sono ancora venduti per una
poltrona di assessore o un posto in parlamento, hanno sempre trovato
nel M5S un loro interlocutore naturale (e l'alleanza di Carpi lo
dimostra nei fatti), così come era evidente che la gran parte dei
consensi raccolti dal M5S nelle sue prime elezioni, veniva proprio dai
delusi dei partiti della cosiddetta sinistra “di governo”; che infatti
accusavano il movimento di “rubargli i voti”.
La mia storia politica personale, che è pubblica su questo sito dal
giorno in cui mi è stato richiesto da Rifondazione Comunista e da Carpi 5
Stelle di candidarmi, la mia scelta di aderire all’ANPI, sono lì a
dimostrare che io mi ritengo in tutto e per tutto erede culturale della
Resistenza e dello spirito dell’Assemblea Costituente, in gran parte
tradito dall’evoluzione della classe politica di questo paese, ma valido
e giusto nei suoi presupposti contenuti negli articoli fondamentali.
Sono antifascista per definizione e quindi l’antifascismo “mi compete” (e di parecchio)
Questa realtà è a mio modo di vedere incompatibile con la feccia di
chi si definisce fascista del terzo millennio (Casa Pound, per
intenderci) e su questo tema non ci possono essere margini di dubbio,
quindi, molto semplicemente, dopo aver ascoltato le parole dette in
libertà da Grillo, proprio nel momento che ci apprestiamo a partecipare
ad un’elezione (per quanto viziata nella forma da una legge elettorale,
quella sì fascistoide, ma che va benissimo al sistema dei maggiori
partiti), non può per me essere valutata come uno dei tanti errori e
mancanze nella gestione interna del movimento che ho segnalato da quando
vi ho aderito fino ad oggi.
Dispiace vedere il lavoro di anni, di una moltitudine di persone, sprecato con questa leggerezza.
Dispiace constatare che l’unica possibilità praticabile di avere un
grande movimento ecologista e democratico in Italia, motore di uno dei
principali risultati in difesa dei Beni Comuni, come i referendum del
2010, getti all’aria questa incredibile opportunità, ma con
l’antifascismo non si scherza e se siamo democratici, non possiamo dirci
non antifascisti, quindi, per quanto mi riguarda, la mia esperienza con
il Movimento 5 Stelle, si interrompe qui, perché quello che per me era
chiaro ed evidente nella pratica quotidiana di questo movimento, non può
compensare certe uscite ed esternazioni di quello che (purtroppo anche
qui venendo meno rispetto alle premesse di due anni fa), si definisce il
suo capo politico.
C’erano molte cose che ero convinto fossero errori di un Movimento ai
suoi inizi, in un paese allo sfascio come l’Italia e a fronte un
sistema partitico fra i peggiori d’Europa, per le quali ero e resto
convinto che si sarebbe potuta dare una soluzione politica mano a mano
che avessimo imparato insieme a esercitare un vera democrazia dal
“basso”, ma per me la pregiudiziale antifascista inserita nella
Costituzione rimane il punto da cui partire.
Se in futuro, nel Movimento 5 Stelle, questa cosa sarà chiarita,
vorrà dire che ci si ritroverà più in là a condividere gli stessi temi e
le stesse battaglie che abbiamo condotto in questi anni, insieme a
tanti altri.
Per il momento, io non sono disponibile a continuare a lavorare in
consiglio comunale, avendo in uno dei simboli del gruppo consiliare il
nome di una persona che dice che “l’antifascismo non gli compete”:
Il 15 gennaio c’è un’assemblea organizzativa della Lista Carpi 5
Stelle, dove avremmo dovuto parlare di questioni rilevanti per il nostro
territorio e di come organizzare la campagna elettorale, purtroppo ora
dovrà valutare se mettere all’ordine del giorno anche la decisione fra
il mantenere il proprio simbolo nel gruppo consiliare o sostituire il
sottoscritto (cosa che non è certo da vivere come un dramma dato che
sono convinto che tutti i cittadini non eletti che si sono candidati nel
2009 per Carpi 5 Stelle, saranno in grado di fare come e meglio di me
in consiglio comunale, sui temi che ci hanno unito in questi anni).
Resto convinto che chi abbiamo scelto per essere eletto in
Parlamento, pur con tutti i limiti delle parlamentarie del Movimento
farà un ottimo lavoro e alla fine tutti i nodi interno al M5S verranno
al pettine, spero in modo positivo e riconsegnando al paese una vera
possibilità di rendere effettiva questa democrazia, ma per quanto mi
riguarda, fino ad allora, sui valori fondamentali, non transigo.
Lorenzo Paluan, consigliere comunale a Carpi per la lista civica Carpi 5 stelle - PRC
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