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martedì 15 gennaio 2013

Le banche inglesi a scuola

Ma non per imparare, anzi, per insegnare e farsi un pò di pubblicità gratis. Allucinante. Questo l'articolo del Fatto Quotidiano che riporta l'ennesimo favore fatto alle banche....


Regno Unito, ore le banche potranno insegnere la finanza a scuola


di Daniele Gessa


A scuola di finanza grazie alle banche, che potranno entrare negli istituti primari e secondari del Regno Unito grazie a una nuova direttiva che sarà applicata al sistema educativo britannico a partire dal settembre del 2014. E le banche, proprio quelle responsabili, nell’ultimo decennio, della vendita di titoli tossici e di prodotti finanziari non proprio etici, potranno così mandare degli esperti, che saranno equiparati in tutto e per tutto agli insegnanti, nelle scuole di Sua Maestà. La notizia arriva dal Financial Times, il principale quotidiano economico del Regno Unito e uno dei più influenti al mondo, che ha riportato la battaglia per la quale, nel parlamento di Westminster, si è formato il più grande gruppo di deputati, al di là dell’appartenenza politica. Ben 225 parlamentari che si riuniscono nel palazzo sotto il Big Ben, infatti, hanno fondato il gruppo Financial education for young people.
E, grazie alla loro opera di lobby, sono riusciti a far inserire questo cambiamento epocale all’interno del curriculum scolastico dei giovani britannici. Non che le banche, fino ad ora, siano state assenti dalle scuole del regno. Istituti di credito come Lloyds, Royal Bank of Scotland e Barclays hanno, già da anni, tenuto lezioni e portato avanti programmi di gestione del risparmio. Ma è la prima volta che la pratica viene istituzionalizzata e soprattutto è la prima volta che potranno parlare apertamente di finanza. Una nuova materia, quindi, che deputati e altri politici vogliono associata alla matematica. E una nuova materia che spaventa in molti, soprattutto insegnanti e sindacalisti del settore dell’educazione.
Sempre intervistata dal Financial Times, Christine Blower, segretario generale del Nut, il principale sindacato degli insegnanti del Paese, ha detto: “Docenti e genitori devono stare sempre attenti quando si intrecciano rapporti con colossi commerciali. I bambini non dovrebbero essere esposti, a un’età in cui si è facilmente impressionabili, a compagnie private desiderose di lasciare un’impronta negli istituti scolastici”. Perché qui sta il punto: alle banche sarà infatti concesso di usare brand e loghi commerciali, di parlare dei loro prodotti, finanziari e non, e di fare quindi pubblicità in modo aperto e quasi gratuito. The Personal Finance education group, un’associazione per la promozione della finanza, cerca di mettere una pezza: “La nostra indipendenza ci porterà a non promuovere prodotti di singole banche”. Ma questo gruppo è solo uno dei tanti che, assieme agli istituti di credito, sarà autorizzato a entrare nelle scuole, nulla quindi si può ancora dire sull’operato delle grandi banche.
Royal Bank of Scotland e NatWest, negli ultimi 18 anni, hanno spiegato a oltre 1.200 bambini che cosa voglia dire gestire il proprio denaro. Santander è entrata negli istituti per raccontare il ruolo delle banche nella società. Barclays invece si è occupata di studenti più in là con gli anni, dai 16 ai 25. Ma ora, appunto, la svolta “finanziaria”. Che cosa spiegheranno mai dei titoli tossici e del crollo dei mercati mondiali del 2008? O dei titoli di Stato o dei paradisi fiscali? Questi e altri dubbi, ora, stanno iniziando a tormentare insegnanti e genitori, nonostante il Centre for Economic and Business Research, un gruppo di studio, abbia da poco identificato in 3,4 miliardi di sterline all’anno il danno all’economia britannica dovuto alla mancanza di educazione finanziaria. Ma, dall’altro lato, c’è pure Which?, un’associazione per la difesa dei consumatori, che non molti mesi fa ha pubblicato uno studio dalla conclusione semplice e scontata, quanto spiazzante allo stesso tempo: “Chi lavora in banca è ancora guidato dall’ossessione delle vendite, piuttosto che dallo spirito di servizio”, hanno scritto gli esperti del gruppo d’azione.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/10/regno-unito-ore-banche-potranno-insegnere-finanza-a-scuola/


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venerdì 18 maggio 2012

Perche' la Gran Bretagna e' una Repubblica delle Banane

Premetto che sono parte in causa, quindi emotivamente coinvolto. Premetto pure che trattandosi di un caso e non di una ricerca sistematica, questo post non ha un valore generale. E pero' e' solo attraverso l'esperienza personale che impariamo le cose, ed io un paio le ho imparate in questi giorni.
Anni e anni che ci sentiamo ripetere: rule of law, certezza del diritto, democrazia. Ah, tutte cose belle! E magari poi ci dicono, a ragione, quanto funziona male l'Italia, e come funzionano bene i paesi anglosassoni. Funzionano bene per chi? Questo non ci viene mai detto.
Certo se sei un banchiere la vita e' bella, i soldi son tanti e se perdi un sacco di soldi c'e' lo stato a salvarti la pellaccia e a pagarti il bonus con i soldi delle mie tasse. Per altri la vita e' un po' piu' grama. 
Pensiamo agli immigrati. Ma no, non solo alla nostra immagine classica - e sbagliata - di immigrati pezzenti, magari irregolari, come se poi facesse la differenza. Pensiamo invece ad affermati professionisti, come quelli che pagano 1200 pound per ottenere un visto d'urgenza, una sorta di mazzetta legalizzata. E che la settimana scorsa si son visti sbattere fuori dagli uffici dell'Agenzia che controlla le frontiere (UKBA) perche' il cervellone centrale era andato in panne. Fuori, e bisogna pure riprendere da capo l'appuntamento, ma non prima di 3 settimane, se sei fortunato naturalmente.
Si dira', sfiga - si ma una sfiga che se succede da noi, subito i giornali ci definiscono repubblica delle banane, anche un po' a ragione. Roba tipo la neve a Roma, dimenticandosi che a Londra le neve ferma la metrpolitana che dovrebbe essere, come dice il nome, underground. Ma non divaghiamo.
C'e' ben altro. Tipo le forche caudine cui si e' costretti per un visto di ricongiungimento famigliare. Scene da Green Card, solo che quella era una commedia per non dover piangere della realta'. Foto, lettere di amici e conoscenti, una intrusione bestiale nella privacy di una persona. E si dira', va beh, c'e' l'abuso e quindi i controlli sono comunque da fare. Vero. 
Ma c'e' bisogno di rifare tutto da capo anche quando si tratta semplicemente di rinnovare questo visto? Uno spreco indecente di risorse - in fondo quello che è stato dichiarato legittimo 5 anni prima dovrebbe esserlo ancora al momento del rinnovo. Invece no, si ricomincia da capo.Un procedimento che puo' prendere fino a 6 mesi, in cui bisogna mostrare estratti conto risalenti a 5 anni prima, nonche' prove e controprove di cosa si è fatto durante tutti gli ultimi 5 anni. Ed altre amenita', tipo vedersi ritirata la tessera sanitaria - non del richiedente, del coniuge - come se aver fornito un documento di identita' della UE non certificasse gia' automaticamente la copertura sanitaria (salvo poi che se devi andare in ospedale e non hai la tessera non e' facilissimo da spiegare). 
Ma quello che e' piu' fastidioso, e piu' difficile da spiegare e' che per 6 mesi la liberta' di movimento viene impedita e senza nessuna possibilita' di sapere se e quando la tua domanda verra' graziosamente esaudita. Aspetti, poco importa se hai necessita' di viaggiare, di muoverti. Ah, no, naturalmente questo diritto deve essere garantito, lo dice pure una direttiva europea:

DIRETTIVA 2004/38/EC
"(5) Il diritto di ciascun cittadino dell'Unione di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri presuppone, affinché possa essere esercitato in oggettive condizioni di libertà e di dignità, la concessione di un analogo diritto ai familiari, qualunque sia la loro cittadinanza."

Quindi si, il diritto di muoversi, seppure accompagnati come cagnolini c'e'. Il partner potra' rientrare nel Regno Unito se scortato alla frontiera, un piccolo - o grande - incoveniente, ma il diritto e' salvaguardato. Ma neanche questo e' vero. Il rientro sul suolo di Sua Maesta' e' discrezionale, cioe' il funzionario che controlla passaporti (e documentazione) potra' decidere di non essere soddisfatto e negare l'accesso nel Paese. Con anche un rischio minimo, chi mai si potra' muovere? Diritto pseudo-salvaguardato, ma in maniera assai mafiosa. Tu puoi muoverti, ma a tuo rischio e pericolo.
Ecco, questa e' la certezza del diritto per gli essere umani di serie B. Si può parlare di legge uguale per tutti, quando l'applicazione della legge stessa è discrezionale? Addirittura un avvocato è arrivato a parlare di "diritto teorico".  
Questa e' la famosa Rule of Law dello stato libero di Bananas. La smettessero almeno di darci lezioni......  



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