lunedì 16 maggio 2011

Al voto, al voto!...Al voto?
di Nicola Melloni

Oggi e domani si vota in molte importanti città italiane e potrebbe essere una buona occasione per
dare un colpo mortale a Berlusconi, eppure difficilmente sarà il caso. Una volta ancora l’opposizione
non riesce a presentare una vera alternativa di sistema e schiera candidature di tutti i tipi.

A Milano la candidatura di Pisapia rappresenta una ventata di novità, persona seria davvero
alternativa alla Moratti in grado di raccogliere voti su uno spettro molto ampio di elettori, dalla
sinistra radicale alla borghesia moderata, senza per questo compromettere le sue idee. Vincere nel
cuore del berlusconismo sarebbe una grande svolta e sicuramente Pisapia deve essere sostenuto
senza se e senza ma.

Diverso il caso di Bologna, dove dopo la deludente giunta Cofferati e l’obbrobrio di Del Bono il PD ha
scelto un candidato grigio, insignificante con un passato da assessore non proprio edificante. Nella
città simbolo della sinistra dunque continua la crisi, l’incapacità di riconquistare la progettualità che
ha reso Bologna esempio invidiato in tutto il mondo, rinchiusi in giochi di potere, contando su una
tradizione civica e culturale che però, abbandonata a se stessa, sta lentamente ma inesorabilmente
scomparendo. Lo dico da bolognese che per una volta ha deciso di non andare a votare. Mi auguro
comunque il successo di Merola, perchè consegnare la città alla Lega sarebbe disastroso. Ma votarlo,
no, non ci riesco.

A Torino invece si arriva da un decennio di ottima amministrazione Chiamparino, dove però alle
innegabile capacità di sindaco si sono sovrapposte battaglie culturali e politiche – condivise in
toto anche da Piero Fassino – che sono davvero inaccettabili. In primis, ovviamente, la vicenda
Mirafiori e la vicinanza chiara tra il PD torinese e il vertice FIAT. Ora è chiaro che si tratta di un voto
amministrativo e la città, a detta della maggioranza dei torinesi, è stata amministrata egregiamente,
e quindi Fassino avrebbe almeno il diritto ad un abbuono di fiducia. Ma la criticità della vicenda FIAT
a livello nazionale non può essere trascurata e proprio per questo la sinistra offre una candidatura
alternativa che penso possa mobilitare una parte di elettorato che non si riconosce nella lettura che
il PD dà della crisi dell’industria e dei rapporti sociali che si vengono a delineare in questo inizio di XXI
secolo.

Ed infine Napoli, dove le primarie del centrosinistra si sono rivelate una farsa, dove una candidatura
di vera rottura con il disastro Bassolino-Iervolino come quella di De Magistris è stata osteggiata
dagli apparati burocratici e da gelosie personali – non si spiega altrimenti la scelta suicida di SEL di
sostenere Morcone (come per altro Fassino a Torino). De Magistris porta nella sua coalizione IDV e
Rifondazione oltre a una marea di elettori del PD in libera uscita, almeno stando ai sondaggi. Non
posso che augurarmi una sua vittoria.

Infine il voto di lista, ovviamente, avrà un suo peso. Si vedrà quale è la vera forza di Vendola al
momento – da una parte sospinto dalla candidatura Pisapia, dall’altra, credo, frenato dalle scelte
moderatissime a Torino e Napoli. Si vedrà se Di Pietro ha esaurito la sua spinta propulsiva, incalzato
da un lato da Vendola e dall’altro dai grillini. Grillini che in nome di una politica diversa fanno in
realtà anti-politica, o almeno la fa il suo leader, sempre più con accenti omofobi e razzisti. Al grido
di “son tutti uguali”, contro la “vecchia politica” ripercorre il cammino del Berlusconi del 94, con
l’aggravante di contribuire in maniera forse decisiva alla resistenza al potere dello stesso Berlusconi.
Soprattutto a Milano, dove invece di sostenere un candidato veramente alternativo cerca il voto
di protesta, per puro narcisismo. A tanto è arrivata la politica italiana. Infine Rifondazione, in
grande crisi, isolata, ignorata dai media ma pure incapace lei stessa di offrirsi come vera novità. A
parte nel caso bolognese offre però candidature di vera alternativa e questo è un dettaglio da non
sottovalutare al momento del voto.

5 commenti:

  1. "in ogni caso ricordati di andare a votare, non lasciare che siano gli altri a decidere per te!"
    Lo leggo all'inizio di questo blog, io andrò a votare Merola convinto. Convinto perché due anni fa si impose contro le logiche di partito che volevano candidato una persona vicina alla Margherita, convinto perché è sempre andato controcorrente rispetto alla direzione che stava intraprendendo il PD(le gaffes mi hanno convinto di più in quanto significa che i giornali solo su quello l'hanno saputo attaccare). Io andrò a votare Merola soprattutto per questo... ma anche perché Bologna nelle Manes della lega proprio non la voglio vedere. Spero cambierai idea, sei ancora in tempo!

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  2. Ah dimenticavo, convinto anche perché quando ero indeciso su chi votare ho posto delle domande a tutti i candidati, lui è l'unico che mi ha risposto via mail e pubblicamente sul sito e sul profilo Twitter invitandomi anche all'incontro che aveva fatto con gli utenti del web alla sua sede. Addirittura una mia proposta inviata alla mail "dilloavirginio" è finita interamente nel programma. Insomma... io sono convinto di Merola.. ma non del mio voto al Pd :)

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  3. non sono torinese ma in quella citta' ho trascorso 8 anni e mezzo della mia vita. citta' che amo profondamente per la sua storia partigiana, operaia e certamente anche per quel rilancio culturale che prima Castellani e poi Chiamparino hanno dato alla citta'.

    tuttavia non mi riesce proprio di dire che Chiamparino abbia condotto un decennio di ottima amministrazione. troppo legato agli ambienti imprenditoriali. ricordo quando tanti anni fa disse alla radio "nessuna cassa integrazione a Miroafiori" e venne smentito il giorno seguente. e di queste performance ne ha fatte piu' di una.

    certamente e' un sindaco che ha cancellato dal suo dizionario la parola "operaio" contribuendo anche lui a farci credere che gli operai non esistessero piu', che le macchine si facessero da sole.

    torino e' certamente cultura, e su questo il sindaco si e' mosso bene anche grazie alla quantita' di soldi piovuta sulla citta' negli ultimi anni per via delle olimpiadi invernali, le universiadi, ecc, torino e' pero' anche Mirafiori con tutto il suo lindotto e le famiglie che vivono di FIAT....
    Chiamparino sulle questioni FIAT e' sempre stato presente ma solo per applaudire tutte le amministrazione di Fabbrica Italia e oggi, coerentemente, ci tiene a dire che Marchionne sta facendo il bene della societa'. di quale societa' parliamo: FIAT o la societa' civile?

    su Fassino meglio stendere un velo pietoso. detto questo meglio che sia la sua faccia a guidare la citta' che non il PDL ma piange il cuore nel dover pensare che la Torino operaia, la Torino di Mirafiori, la Torino dei lavoratori, la Torino dei ricercatori, la Torino del Politecnico, la Torino delle associazioni, la Torino medaglia d'oro della Resistenza finisca nelle mani di Piero (Fassino).

    tuttavia mi rimane il dubbio che puntando sempre su questi politici non creeremo mai un'alternativa e soprattutto non creeremo un modello politico alternativo al berlusconismo.

    Torino meritava molto ma molto di piu'. i cittadini alle primarie hanno scelto lui e allora gli faccio l'augurio di vincere e speriamo che sia in grado di dimostrare di essere un buon "primo cittadino", magari un po' piu' svincolato da confindustria rispetto al suo predecessore e piu' vicino a quello che rimane di Mirafiori......
    non ci credo troppo ma giudicheremo i fatti, se vincera' come sembra.
    Carla

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  4. opsss...indotto, scusate l'erroraccio. e dire che avevo riletto....
    carla

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  5. nicola melloni17 maggio 2011 12:33

    A Carla vorrei dire che nonostante sia d'accordo sul giudizio politico su Chiamparino, mi sembra che le cose non stiano come dice lei. Se Chiamparino ha preso il 66% alle scorse elezioni, vuol dire che la citta' l'ha governata bene. O si tratta di un abbaglio collettivo? E se, purtroppo, il candidato a sinistra di Fassino ha preso l'1.5, che vogliamo fare? Il popolo sbaglia, allora cambiamo popolo, come avrebbe detto Brecht?

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