In Italia non ci facciamo mancare mai nulla.
La giornata inizia con Magdi Cristiano Allam, che ha da poco abbandonato la Chiesa Cattolica, troppo arrendevole con gli islamici, e che ora lancia una petizione contro Cecile Kyenge per farla dimettere da ministro. Non è abbastanza italiana. Così il cristiano Allam ha dimostrato come la tolleranza che pretende dagli altri non fa certo parte della sua cultura, malata, bacata. Un esaltato che cerca un po' di notorietà, da vice direttore del Corriere ad un Borghezio qualsiasi. Un pezzente della politica che mendica un po' di attenzione.
Mentre un pò meno sotto i riflettori dovrebbe cercare di stare Anna Finocchiaro, che soprattutto dovrebbe imparare a farsi la spesa da sola, invece di chiedere alle guardi del corpo. Avrà anche diritto alla scorta, la signora. E dovrà, forse, portarsela dietro a fare la spesa. Noi abbiamo sempre preferito criticarla per le scelte politiche - a cominciare dal tradimento degli elettori in Sicilia - ma un pò di decoro al giorno d'oggi non guasterebbe. Invece, dopo il casino successo all'IKEA si fa beccare di nuovo con i gorilla che le fanno la spesa e intimoriscono pure i passanti che tentano di fotografare. Bel colpo da basso impero.
La giornata finisce in crescendo con Renata Polverini contestata duramente durante una cena. Apriti cielo! Squadristi! Vile attentato! Solidarietà bi-partisan! Ma cosa sarà mai successo? Niente botte, niente persone mascherate. Dove sarebbe l'atto vile nel protestare a volto scoperto senza alzare le mani, non si capisce bene. Questa classe politica ci ha portato allo sfascio, disoccupazione, povertà, miseria. Polverini poi era la presidentessa nella cui giunta c'era il famoso Batman, era quella dei tagli alla Sanità. Non si capisce davvero perché non la si possa contestare. Si, anche durante una cena, o bisogna aspettare educatamente che finisca? Questi signori han pensato bene di poter fare i comodi loro senza prendersi la responsabilità, che è politica ma è anche personale. Quando li si applaude va bene, e quando invece si contesta, anche duramente, allora no? La democrazia (e pare che anche il PD, nonostante il nome, ne sappia poco, date le reazioni di solidarietà di casta) sono i fischi, non gli osanna. Il vero squadrismo, di cui gli amici di Polverini sanno qualcosa, sono le restrizioni degli spazi democratici.
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sabato 11 maggio 2013
martedì 16 aprile 2013
Amato o Rodotà? Le difficili scelte del PD
Una cara amica molto addentro alle cose del PD mi dice che non c'è da fidarsi dei media soprattutto in questi momenti. Insomma, i nomi che sono venuti fuori in questi giorni non sono probabilmente veri. Che dire, lo spero davvero. Secondo Repubblica e Corriere la rosa dei candidati PD (leggi, del segretario Bersani) sarebbe Marini, Finocchiaro, Amato. Nomi, francamente, impresentabili. Davanti alla voglia di rinnovamento espressa dal paese - e ben recepita da Bersani con l'elezione di Grasso e Boldrini - questi candidati andrebbero in direzione completamente opposta, candidati di establishment che farebbero l'occhiolino al voto dei berluscones. Marini, grande vecchio democristiano. Finocchiaro, in Parlamento dal 1988, e con qualche scheletro nell'armadio - no, non la foto all'IKEA, ma aver corso per la regione Sicilia, perso, e poi essersi trasferita armi e bagagli in Senato senza colpo ferire. Ma il peggio, se possibile, sarebbe Amato, luogotenente craxiano della prima Repubblica, Primo Ministro tecnico a inizio anni 90, Primo Ministro ancora durante la travagliatissima legislatura 96-2001. A torto o (soprattutto) a ragione, l'emblema della politica di palazzo, del compromesso di potere, della politica da buttare degli ultimi 30 anni.
Proprio perchè mi pare un harakiri incredibile per il PD, voglio credere che si tratti di chiacchere dei giornali. Più facile e ragionevole sarebbe invece rivolgersi al M5S che nelle sue Quirinarie ha proposto molti nomi che in qualche maniera sono riconducibili al campo progressista. Lasciando perdere Gabanelli e Strada - ottimi esponenti della società civile che bene farebbero a rimanere dove sono - non possono non saltare all'occhio i nomi di Prodi, Zagrebelsky e Rodotà. Il primo, sostenuto dall'insolita coppia Vendola-Renzi sarebbe il garante dell'anti-berlusconismo al Quirinale, nonché un candidato con un pedigree internazionale di tutto rispetto. Un bel nome con un difetto: non si apre una nuova fase politica con un nome che è stato, insieme a Berlusconi, il fulcro della Seconda Repubblica.
Gli altri due sono invece due veri e propri presidente di garanzia: non garanzia dei partiti, non garanzia degli equilibri politici esistenti, non garanzia di certi poteri e interessi. Garanzia, invece, dei cittadini e della Costituzione. Garanzia soprattutto dei diritti che così spesso sono sotto attacco negli ultimi anni. In breve, garanzia di democrazia. Non dovrebbe essere dunque una scelta difficile, per un partito che si chiama democratico.
Per firmare per Rodotà Presidente della Repubblica puoi firmare qui.
Proprio perchè mi pare un harakiri incredibile per il PD, voglio credere che si tratti di chiacchere dei giornali. Più facile e ragionevole sarebbe invece rivolgersi al M5S che nelle sue Quirinarie ha proposto molti nomi che in qualche maniera sono riconducibili al campo progressista. Lasciando perdere Gabanelli e Strada - ottimi esponenti della società civile che bene farebbero a rimanere dove sono - non possono non saltare all'occhio i nomi di Prodi, Zagrebelsky e Rodotà. Il primo, sostenuto dall'insolita coppia Vendola-Renzi sarebbe il garante dell'anti-berlusconismo al Quirinale, nonché un candidato con un pedigree internazionale di tutto rispetto. Un bel nome con un difetto: non si apre una nuova fase politica con un nome che è stato, insieme a Berlusconi, il fulcro della Seconda Repubblica.
Gli altri due sono invece due veri e propri presidente di garanzia: non garanzia dei partiti, non garanzia degli equilibri politici esistenti, non garanzia di certi poteri e interessi. Garanzia, invece, dei cittadini e della Costituzione. Garanzia soprattutto dei diritti che così spesso sono sotto attacco negli ultimi anni. In breve, garanzia di democrazia. Non dovrebbe essere dunque una scelta difficile, per un partito che si chiama democratico.
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martedì 29 gennaio 2013
Il senso del PD per il lavoro
Questa gaffe (?) della Finocchiaro dice tutto o quasi sulla signora e sulla sua storia. In Parlamento dal 1987, quando c'era l'URSS, Reagan era presidente e Platini giocava ancora nella Juventus, la signora deve esser diventata tutt'uno col Palazzo e con la sua poltrona. Tant'è che anche quando corse per la regione Sicilia, e perse malamente, pensò bene di fregarsene degli elettori siciliani che l'avevano votata e tornare a Roma. In fondo, lei è una parlamentare della Repubblica, mica una bidella!
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