Il giorno dopo è il solito disastro. Non annunciato, ma neanche così tanto sorprendente. Lo avevamo detto 15 mesi fa, votiamo subito, non diamo a Berlusconi la possibilità di organizzarsi. Invece è prevalsa una volta di più la logica della cosiddetta responsabilità. Occhio allo spread, ci dicevano. E oggi allora come vogliamo giudicare una manovra di palazzo (l'ennesima) che ha dato un governo orribile all'Italia per un anno e mezzo, che ci ha portati in recessione, distrutto la credibilità della sinistra e consegnato un Paese che del PD e della sinistra radicale non sa che farsene? Un paese dove 3 elettori su 5 (Grillo+B.) sono favorevoli o quantomeno non contrari all'uscita dall'Euro. Questo è stato l'ennesimo grande successo degli strateghi, delle teste d'uovo della sinistra italiana.
Che per non farsi mancare nulla hanno impostato la campagna elettorale sul suicidio. Alleiamoci con Monti, responsabilità, andiamo a Berlino a farci benedire da Frau Merkel e Herr Schauble. Come se bisognasse convincere i tedeschi e non gli italiani che, a torto ma soprattutto a ragione, imputano molte delle loro disgrazie a Berlino e Bruxells.
Con il bel risultato che gli italiani hanno identificato la sinistra con l'establishment, quello stesso establishment che ha portato l'Italia in rovina. E che spettacolo vedere i mercati euforici nel momento in cui vinceva il PD, tranquilli che il prossimo governo li avrebbe difesi da chi vorrebbe mettere loro freni e guinzagli. Mentre i lavoratori, i disoccupati, i giovani gli voltavano le spalle.
Bersani ha fatto una campagna elettorale col cacciavite in mano, non capendo che il sistema in cui viviamo è a pezzi e va cambiato. Altro che piccoli interventi. Gli Italiani sono esasperati e hanno scelto chi si è mosso contro il sistema e non in sua difesa. In parte Berlusconi, la destra che finge di rompere, contro quella responsabile di Monti, umiliata alle urne che ben fa capire che razza di borghesia ci sia in Italia. Con l'ennesima piroetta, B. è riuscito a far passare l'idea che lui col disastro in atto non c'entra nulla e gli hanno creduto. Dall'altra parte Grillo, più genuinamente anti-sistema e che ha infatti eletto a suo nemico principale il PD. Catalizzando tutti i voti di protesta, tutti i voti di chi è esasperato dalla crisi, dai partiti, dallo Stato.
A margine la sinistra radicale, ridotta ancora peggio che nel 2008 e non era facile, in mezzo ad una crisi economica che dovrebbe invece favorirla. Due anni fa SEL e IDV eleggevano sindaci in tutta Italia, l'area a sinistra del PD era tra il 15 ed il 20% e Grillo era al 4. Poi Vendola ha pensato bene di legarsi mani e piedi al PD e gli elettori hanno colto immediatamente che la sua proposta politica era in sostanziale continuità con chi ha governato in questi anni - e ripetiamolo, una campagna elettorale del PD tutta volta all'accordo con Monti non poteva certo aiutare. Ma l'errore era a monte, come si può fare un accordo di programma con un partito che ha sostenuto Monti mentre SEL lo avversava? Come chiaro, gli elettori non vogliono giochini di palazzo, ma coerenza e chiarezza.
E di conseguenza han castigato duramente Rivoluzione Civile che si è rivelata la brutta copia della Sinistra Arcobaleno. Messa su come cartello elettorale a 1 mese e mezzo dalle elezioni, con facce inguardabili come quella di Di Pietro, affossato dagli scandali personali e con i leader di partito alla Diliberto che sono in giro da almeno 15 anni. Quindi, al di là delle sue stesse colpe, RC è stata vista come un'altra operazione di palazzo ed opportunista. Senza dimenticare intellettuali con la puzza sotto il naso che si organizzano a Dicembre pretendendo di dettare legge e sindacalisti assenti che in nome della autonomia del sindacato si trovano senza nessuna spalla politica - eppure avrebbero già dovuto capire che le vertenze in fabbrica senza supporto politico si risolvono sempre e comunque in sconfitte. Ma si vede che ci piace perdere, puri, belli, ma perdenti.
Invece Grillo ha dato quello che la gente voleva, un chiaro segno di discontinuità. Ha vinto dunque un voto rivoluzionario, un voto facile che dà un messaggio chiaro: que se vayan todos. Quello che succederà dopo, non si sa. Ma iniziamo col mandarli a casa. Difficile, a sto punto, dargli torto.
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martedì 26 febbraio 2013
domenica 17 febbraio 2013
Intellettuali per il centrosinistra: un appello sbagliato
Difficile non guardare con rispetto agli intellettuali che hanno firmato l'appello al voto per il centrosinistra. Grandi nomi della cultura e della società civile che invitano al voto utile per evitare il ritorno di Berlusconi.
Comprensibile, ci mancherebbe. Ma sbagliato, mi permetto di dire. La destra, soprattutto quella berlusconiana, si sconfigge con le buone politiche, non col voto utile. E di queste buone politiche non c'è traccia nell'appello perchè non ve ne è stata traccia negli anni di governo di centrosinistra e non ve ne è traccia nel programma elettorale di Bersani.
Chiedere un voto agli elettori critici del PD e di SEL - con chiaro riferimento a Rivoluzione Civile e, in parte, a Movimento a 5 stelle - solo sulla base della paura è un esercizio di democrazia condizionata, una vittoria della delega in bianco che ha distrutto il Paese in questi anni. E' una riproposizione del "tutto ma non Berlusconi" che ha portato al costante ritorno proprio di Berlusconi. Perché senza una politica attiva, senza una politica buona, senza una politica che proponga soluzioni vere per uscire dalla crisi, senza una politica che parli alla società, ai movimenti, ai non rappresentati, continueremo in una deriva democratica cui il centrosinistra non è certo stato estraneo.
E poi, vogliamo dirlo? Questo centro-sinistra che si dovrebbe votare per battere Berlusconi è quello che a B. ha sempre dato una mano quando lo si poteva fare affondare. E tutti ci auguriamo che Bersani sia diverso da D'Alema, Veltroni o anche Prodi, ma l'onere della prova tocca a lui e ai suoi. E la prova data di sé nell'ultimo anno, in coalizione con lo stesso Berlusconi, e con il voto di politiche sbagliate e provvedimenti osceni, non è proprio un biglietto da visita. Il centrosinistra, per governare bene, ha bisogno soprattutto di una forte opposizione sociale, a sinistra, che lo aiuti a confrontarsi coi problemi del Paese. Quello è il migliore antidoto contro la cattiva politica cha ci ha portato all'ennesimo pericolo Berlusconi nel 2013. E dunque, il vero voto utile contro B. è quello per la sinistra di Rivoluzione Civile.
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Comprensibile, ci mancherebbe. Ma sbagliato, mi permetto di dire. La destra, soprattutto quella berlusconiana, si sconfigge con le buone politiche, non col voto utile. E di queste buone politiche non c'è traccia nell'appello perchè non ve ne è stata traccia negli anni di governo di centrosinistra e non ve ne è traccia nel programma elettorale di Bersani.
Chiedere un voto agli elettori critici del PD e di SEL - con chiaro riferimento a Rivoluzione Civile e, in parte, a Movimento a 5 stelle - solo sulla base della paura è un esercizio di democrazia condizionata, una vittoria della delega in bianco che ha distrutto il Paese in questi anni. E' una riproposizione del "tutto ma non Berlusconi" che ha portato al costante ritorno proprio di Berlusconi. Perché senza una politica attiva, senza una politica buona, senza una politica che proponga soluzioni vere per uscire dalla crisi, senza una politica che parli alla società, ai movimenti, ai non rappresentati, continueremo in una deriva democratica cui il centrosinistra non è certo stato estraneo.
E poi, vogliamo dirlo? Questo centro-sinistra che si dovrebbe votare per battere Berlusconi è quello che a B. ha sempre dato una mano quando lo si poteva fare affondare. E tutti ci auguriamo che Bersani sia diverso da D'Alema, Veltroni o anche Prodi, ma l'onere della prova tocca a lui e ai suoi. E la prova data di sé nell'ultimo anno, in coalizione con lo stesso Berlusconi, e con il voto di politiche sbagliate e provvedimenti osceni, non è proprio un biglietto da visita. Il centrosinistra, per governare bene, ha bisogno soprattutto di una forte opposizione sociale, a sinistra, che lo aiuti a confrontarsi coi problemi del Paese. Quello è il migliore antidoto contro la cattiva politica cha ci ha portato all'ennesimo pericolo Berlusconi nel 2013. E dunque, il vero voto utile contro B. è quello per la sinistra di Rivoluzione Civile.
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sabato 16 febbraio 2013
Conversazione elettorali
Presentiamo qui alcune conversazioni sulla sinistra e le elezioni tra due membri del blog. Monica sostiene SEL, Nicola Rivoluzione Civile. La discussione è aperta, a volte aspra, e si intreccia in tante tematiche, da quelle più meramente elettorali ad altre più socio politiche. Ne diamo spazio qui come discorso sulla sinistra e dibattito sul voto.
N. Sembra essere un fuggi fuggi generale da SEL ultimamente
M. Beh pare che vendola sia al 4% e rc al 4,5...questo dicono in questo momento le stime di voto
alla camera... .
Era al 6 2 settimane fa...
Però nemmeno RC cresce più.
No, infatti sono deluso ma è fisiologico che dopo l'effetto novità si sgonfasse un attimo anche
perchè bersagliata continuativamente da tutti gli angoli, da Repubblica alla Boccassini, dalla
CGIL a tutti quelli intellettuali con la puzza sotto il naso che guardano sempre poco alla
sostanza.
Sarebbe meglio se il pd la smettesse con l'attacco a rc e si concentrasse su monti invece di
continuare con questa storia del voto utile, na schifezza italiana. dovrebbero andare all'attacco
di monti che ora sta sfuriando contro il pd. In questa maniera Ingroia si potrebbe mettere in
competizione con Grillo invece che col centrosinistra, e sarebbe ottimo per tutti. ma finchè il pd
non capisce che il nemico è al centro e a non a sinistra non si va da nessuna parte...
Direi che nel fine settimana bersani e vendola si siano impegnati abbastanza ad attaccare
Monti e questi toni, in generale, non li gradisco affatto.
E mentre Claudio Tito su Repubblica qualche giorno fa faceva dei voli pindarici di alleanza tra
Pd e berlusconi via d'Alema, io credo invece che saranno Monti e il Pdl via Alfano ad avvicinarsi
alla coalizione di centrosinistra. Mi pare sia ormai chiaro chi è nemico di chi; e Vendola ha
anche detto che che senza maggioranza piena sul programma elettorale si torna al voto, in
caso le cose al Senato vadano male per il centrosinistra. Non mi pare l'atteggiamento di chi si
preoccupa solo del potere e non del futuro del Paese.
Di RC dici che non c'è stato tempo per le primarie, ma almeno le liste -visto che è la prima volta
che si presentano-, avrebbero dovuto essere veramente ineccepibili... .
Non mi pare per nulla chiaro chi sia il nemico. O almeno, lo è, a parole per Vendola. Ma
l'agenda bersani e monti sono sovrapponibili. E mi pare che Monti e i suoi attacchino b. tutti i
giorni. Vendola in crollo dice quel che puo, poveretto.
su rc, ma dai.... quante chiacchere sull'inutile. Dei problema ci sono stati, nessuno lo nega. Ma
per quanto le forme siano importante, il programa político è ciò che conta di più.
Se Vendola dice quel che può, non è che RC abbia voce per dire granché di più e la sua
agenda rimarrebbe comunque inapplicabile.
Certo, perchè la gente come te vota l'agenda del pd sottoscritta da Vendola. Almeno io non
voto contro la patrimoniale e per il fiscal compact, tu si. libera, Ma non ti lamentare dopo, nella
vittoria del pareggio di bilancio in costituzione c'è anche la tua mano.
Vendola non ha sottoscritto l'agenda del Pd, ha un suo programma. E, stando ai sondaggi,
ha la stessa probabilità di influire sulle scelte del Pd che avrebbe RC. Solo che io non voto
un non partito raffazzonato sotto la guida di un magistrato che sembra fare ogni cosa part-
time. Almeno Vendola ci prova con continuità, a portare avanti un progetto. E con dialogo. Sai
benissimo che il pareggio in bilancio non si elimina da un giorno per l'altro e non è una cosa
solo italiana.
No, Vendola ha rotto l'unita' a sinsitra quando si poteva invece andare insieme e poter influire. e
quindi ha accettato di rimanere ininfluente, rendendo ininfluente anche rifondazione etc. son 5
anni che porta avanti sta linea. E comunque ha sottoscritto la carta d'intenti del pd.
E ha fatto non un cartello elettorale, ma un movimento personalizzato. E ha fatto le primarie e
poi ha paracadutato tutti dall’alto.
Se Rifondazione aveva bisogno di SEL per essere influente ed essere sinistra unita...allora mi
dai stai dando ragione quando sospetto che ci si unisca solo con chi ci garantisce un posto al
sole del Parlamento, o perlomeno ci si tenta...E mi dispiace molto dover constatare questo di
Rifondazione!
Io non ho detto questo. Rifondazione non ha bisogno di Sel, non piu di quanto Sel ha bisogno
di rifondazione. la serieta' direbbe semplicemente che chi ha programmi praticamente uguali
vada insieme. Questo e' l'abc della politica, almeno di quella che piace a me. Poi se Vendola
dice le stesse cose di rifondazione e di ingroia ma vuole andare con chi ha appoggiato e
tuttora appoggia la riforma fornero, buon per lui. Scelte legittime, come le tue. Ma entrambe
in contraddizione con quel che predicavate poco tempo fa. E nessuno dei 2 è in grado
di giustifcare la scelta se non in contrapposizione agli avversari su cose ininfluenti, tipo
l’egocentrismo di Demagistris, manco vendola fosse un campione di altruismo. Le scelte
politche e soprattutto le scelte di campo dovrebbero andare oltre gli asti personali.
Ingroia dovrebbe tacere almeno sui magistrati, che spettacolo penoso in tutto e per tutto, che
modo di fare ingrassare Berlusconi 15 chili dandogli ragione sui magistrati politicizzati, non sa
aprire la bocca senza aggredire, perfino se presenta un punto del programma elettorale di RC
programma è "come aggredire i patrimoni della mafia”. Alla fine ho la sensazione che RC non
sia altro che un movimento personale risentito e non riesco a non pensare che questo signore
cosí bilioso sia candidato premier...è anche questione di forma, perché è attraverso la forma
che si esprime la sostanza.
A parte il fatto che è stata la Boccassini ad attaccare per prima (a proposito di magistrati
politicizzati) ma per me rimane centrale il programma e non le polemiche.
SEL si è coalizzata col Pd mantenendo intatto il suo programma e il lavoro sta al primo punto
del suo programma elettorale.
Parole, parole, parole. il programma l’ha mantenuto, certo, ma ha firmato un accordo che dice
che le decisioni si prendono a maggioranza. Quindi Sel ha il suo programma e tu lo voti, ma
quelli che tu voti in parlamento voteranno il programma del pd. Anche il PD ha il lavoro al primo
punto del programma. Ma deve essere il lavoro della riforma fornero che han votato. Questa la
realta', poi se vuoi pouoi farci la narrazione che vuoi sopra...
L’accordo firmato è leggenda urbana, Vendola ha ribadito in varie occasioni che ci sarà
confronto indipendente col resto del Parlamento, se le proposte di PD si discostano da quelle
del Pd, nel caso in cui governino insieme.
Leggenda urbana scritta da Bersani e Fassina su tutti i giornali...
Sarà che non credo a tutto che scrivono i giornali e mi fido di ciò che dice chi sta dentro SEL e
lo racconta?
No, non l'han scritto i giornali, ma Bersani e Fassina. Secondo me son piu autorevoli dei tuoi
amici no?
La politica non si fa sulle amicizie e sui racconti degli amici, se no rimaniamo sempre nel limbo
dei buoni sentimenti e delle grandi delusioni.
A proposito, quelli che conosci di Sel son quelli che mesi fa ti parlavano della fronda a vendola
contro la chiusura a sinistra no? E mi dicevi che io leggevo i giornali e tu sapevi le cose da
dentro. Si e' visto chi aveva ragione.....
Secondo me Bersani e Fassina sono autorevoli, ma per ciò che riguarda il loro partito.
Sai benissimo che non è stata una via facile quella di scegliere l'allenza col Pd, però alla fine
non c'è stata nessuna defezione nel cuore del partito, nemmeno tra coloro che hanno criticato
la scelta più duramente.
D'altra parte per entrare in RC ben 4 partiti hanno fatto un passo indietro e Ferrero ha dichiarato
che Rifondazione ha dovuto rinunciare a parte del suo programma per questo.
Allora se lo fa Rifondazione va bene e nel caso di SEL no?
C’è una differenza abissale e le cose non sono comparabili. Rifondazione ha fatto un passo
indietro ma e' rimasta fedele ad un programma anti-liberista, di opposizione al governo
berlusconi e a quello monti (che era poi anche il programma di SEL).
In Sel invece non hanno fatto beo, hanno accettato un'alleanza con un partito che di base non
condivide nulla di quello che dicono (millantano, a sto punto?) in sel. Per altro appare del tutto
evidente che Sel non e' nelle condizioni di fare una crisi di governo sui mille provvedimenti che
non potra' votare. Ci sono problemi di opportunita' politica.
L’alternativa era fare una coalizione di sinistra che poteva poi concordare punto per punto
col Pd. Andare alle elzioni insieme comporta degli obblighi, e giustamente. Se ti allei col Pd
della riforma fornero non puoi scoprirlo a marzo che il programma non va bene. Non stiamo a
raccontarci barzellette.
Comunque quello che dicono a me amici di Sel, anche in posizioni piuttosto autorevoli, e'
che Sel entrera' nel pd in 2/3 anni, che e' quello che pdf altro io ho detto da 1 anno e mezzo.
Poi, se riusciranno a spostare il pd su posizioni di sinistra, che al momento mancano, saro'
contentissimo. Ma le parole, seppur buone, di fronte ai fatti del pd, impallidiscono. Niente di
questo genere accade in rc.
Se SEL tra due tre anni si fonde col Pd, sarà però altrettanto vero che RC sarà già sparita da un
pezzo; quelli secondo me si scannano molto prima, altro che fusioni e connubi.
Ma rc è un partito secondo te? o una formazione politica? è semplicemente una coalizione, che
però parte almeno da un punto comune, il rifiuto del liberismo. Non è poco. E’ soprattutto quello
che dicevi te, che attaccavi vendola con parole ben piu forti di quelle che uso io oggi. Solo che,
di fronte non ad un cambiamento di vendola, ma addirittura ad un suo accellerato moderatismo,
tu ha pensato bene di sostenerlo. Come ti ho detto mille volte, è legittimo, ma questi tuoi
attacchi a rc sono fuori luogo, venendo da qualcuno che per 2 anni ha sostenuto esattamente
tutto quello che oggi sostiene rc. E che attaccava tutto quello che oggi invece supporta, a
partire dal collateralismo col pd che supportava Monti. E ora, come tutti gli ex, sembri aver un
dente particolarmente avvelenato con quelli con cui sedevi una volta, manco ti dovessi mondare
di chissà che peccato....
Sto osservando da mesi questo nordest per me sconosciuto della cassa integrazione, della
disoccupazione, dei capannoni che si svuotano, delle medie industrie che delocalizzano, delle
piccole e medie che trasferiscono la sede sociale all'estero, delle agenzie di collocamento
temporaneo che fioriscono. Ne ho già parlato sul blog, mi sono chiesta perché la sinistra non
sia mai riuscita a parlare al cuore di questi impresari che sono stati il motore dell'economia più
sana dell’Italia e dell'Europa, un tempo.
Adesso anche loro hanno stanno capendo che per allentare la morsa del credito che non
c'è bisogna rimettere mano a tutta una filosofia di pensiero, a tutto il sistema che essa ha
generato. Che l'operaio, il dipendente è parte del loro capitale, non un costo da ridurre all'osso.
Stanno capendo che è stato stupido diventare leghisti e credersi un feudo inespugnabile, la
crisi è arrivata anche qua. Ed è questo il momento buono in cui la sinistra dovrebbe seminare
un discorso di riduzione di pressione fiscale sulle aziende, prima che una patrimoniale. Non
possiamo più batterci solo per il lavoro dipendente ed ignorare le enormi difficoltà di chi
quel lavoro vorrebbe darlo (e non sto parlando di Marchionne, evidentemente). Questo è un
serbatoio inestimabile per l'economia e lo è per la politica, storicamente è una terra anche
fedele in politica... . Che il Pd abbia improntato una buona parte della campagna elettorale a
tentare la conquista del Veneto avvicinandosi agli impresari mi è parso un atto intelligente di
traghettamento verso sinistra; bisogna crearla questa cultura dove non esiste, non la si può
iniettare di botto. E come dico Veneto dico nordest in generale e Lombardia, è stupido in questo
momento sottrarre forza da parte di RC in queste regioni (dove RC non ha nessuna possibilità)
dove un'idea di sinistra potrebbe iniziare a circolare e grazie alla presenza di SEL, che può
contribuire a rendere più forte insistendo sui temi che sappiamo (che poi sono anche quelli
diRC), lavoro, pensioni, assoggettamento all'Europa, fiscal compact... .Mi sembra già un
segnale forte che Bersani abbia detto in Lombardia che vincendo alle regionali e a Milano si
abolisce il patto di stabilità che stritola i comuni e l'economia che vi gira attorno.
Fondamentalmente per questo mi fa rabbia RC e credo non fosse necessaria in queste elezioni
e sottragga non solo voti ma tutta una possibilità di aprire strada a sinistra. E lo fa attraverso
una guerra senza quartiere a SEL.
Mi chiedi se io sappia cosa sia RC; no, non lo so, non si capisce, come movimento di
intellettuali che volevano riportare all'attenzione della politica molte questioni sociali facendo
un'analisi culturale mi sembrava un’idea perfetta, ce n'era bisogno, perché alla base di tutto
questo Paese alla sfascio c'è l'assenza di un grande progetto culturale. E questo progetto
può evidentemente venire solo da sinistra. Ma, sinceramente, non sono solo io a non capire
che movimento sia: movimento (e qui torno sulle similitudini col M5S) , accozzaglia di partiti,
progetto di partito...non si sa ancora.
Bisognava pressare e al tempo stesso sostenere il Pd in questo percorso elettoral; adesso
rischiamo di nuovo tecnici e destra come minimo. L'ingovernabilità poi sarebbe anche peggio.
Siamo lontanissimi nell’analisi sociale ed economica
Non siamo sulla stessa barca coi padroni. il Pd e i suoi predecessori sono 20 anni che fa questo
discorso, fallimentare. Che l'impresa abbia dei bisogni nessuno lo nega, rimane il fatto che
quella impresa è diventata grassa sulle spalle dei lavoratori e che esiste un conflitto naturale
tra lavoro e capitale, e lo dimostra la storia, i numeri, il presente. E non solo il capitale di
marchionne, ma quello dei piccoli e medi imprenditori.
Che sono quelli che per mancanza di visione strategica non sono cresciuti perchè in borsa
non ci vanno, perchè vogliono il controllo sulle proprie aziende, perchè non vogliono assumere
manager. Le pmi erano un fattore di crescita negli anni 70, sono ormai 20 anni che sono una
palla al piede dell'economia italiana.
E poi, allentare la pressione fiscale sull'impresa invece della patrimoniale? E come la allenti
scusa, questa pressione? Se non trovando altri soldi, proprio con la patrimoniale. Se ti rileggi
quello che ho scritto sulle tasse la settimana scorsa, vedrai che dico proprio questo.
I tuoi cari imprenditori per decenni hanno patrimonializzato invece di investire (leggi i dati su
capitale investito in italia, germania o francia), in soldoni e volgarizzando, preferendo il suv
a un nuovo posto di lavoro. E poi hanno evaso a man bassa, distruggendo i conti pubblici e
di conseguenza l’economia. Ora devono pagare, coi soldi che hanno in tasca e non vogliono
farlo. Se la difesa di questi imprenditori poco imprenditori è la tua idea di sinistra, capisco bene
che tu sia lontana da Rc. Ma, come il pd, avete capito poco o nulla della crisi italiana che non
c'entra nulla con il credit crunch, perchè per anni i rubinetti erano aperti, ed anche fossero aperti
adesso saremmo in recessione lo stesso perchè il problema nuovo è chi non consuma, non chi
non produce. E per favore, adesso non mi parlare degli imprenditori che conosci te perchè non
mi interessa. Mi interessa il trend generale.
La mia idea di sinistra quindi non parte da imprese e lavoro insieme sulla stessa barca. Non
ci siamo. Facile stare sulla stessa barca con villa e, appunto, barca, contro quelli in cassa
integrazione. Non sono tutti cosi? certo, e allora? In generale quella è la situazione.
La storia del mondo moderno è quella della dialettica (quindi, scontro) tra capitale e lavoro,
l’ha riscoperto anche un economista neoclassico come Krugman. Aver abbandonato quello ha
decretato il declino della sinistra e del lavoro stesso. Io riparto da li, tu sei ferma a un discorso
che va avanti da 20 anni e che ha dimostrato di non funzionare.
E cmq Rc sta con quella sinistra europea che ha la schiena dritta, denuncia il fiscal compact e
la riforma del lavoro, cioè fa la sinistra. Da syriza, a melanchon, fino appunto a Rc. Molto di piu
di quello che si possa dire per il pd e per sel. Se poi Sel avesse voluto essere seria e coerente
avrebbe guidato Rc, come era nella logica delle cose e con la leadership di vendola si sarebbe
poi fatto l'accordo col pd togliendolo dall’abbraccio mortale di Monti. non ha voluto e quindi è di
fatto succube e ininfluente. Colpa solo sua, che ha spaccato il fronte unitario una volta di piu.
Non si può mettere nello stesso mazzo chi ha ciucciato decenni di contributi statali come la
Fiat e chi fa impresa ed è messo in condizioni tali da suicidarsi o perdere tutto (dipendenti
compresi). Se quello del nordest è un modello che non funziona da 20 anni si cercherà di farlo
funzionare di nuovo con politiche adeguate; oppure si butta via tutto quel tessuto economico
della piccola e media impresa, che comprende artigiani e agricoltura?
Non ho amici imprenditori di cui parlarti, sì osservo la realtà (e quella che si vede per le strade
non è più fatta di potenti macchinoni, di pellicce e gioielli e di ristoranti e locali di lusso pieni
di gente; quella che vedo intorno a me non è gente che ha patrimonializzato, è gente che
tira cinghia) e leggo con interesse i dati della CGIA di Mestre, per esempio. Sto aspettando
che Ingroia venga a far presa da queste parti parlando di patrimoniale. E in quanto a chi ha
spaccato la sinistra è inutile star qui a rinfacciarselo perché i miei argomenti sono esattamente
uguali ai tuoi: SEL ha un programma che senza il colpo di mano di RC tutta la sinistra che ora
sta in RC avrebbe potuto condividere: invece ha preferito spaccare. Ne riparliamo dopo il voto.
Chi ha ciucciato è stata molto di piu l'impresa del nord est, altro che la fiat. Ha prosperato sulle
spalle degli italiani costringendoci fini agli anni 90 alle svalutazione competitive pagate dai
lavoratori con l'inflazione. Mentre loro si arricchivano. Bel modo di fare impresa, non sapendo
innovare, facendo pagare la competitvità al paese e non pagando manco il dovuto con le tasse.
Caso strano, dalla nascita dell'euro è finita la pacchia e i nodi sono venuti al pettine.
E perché mai comunque bisognerebbe farlo funzionare quel modello pre-moderno che ha
ciucciato soldi e ridotto l'industria sul lastrico? Le cose che dici te le ha dette per 20 anni anche
la lega e berlusconi, con analisi parziali e pro domo loro.
Ti ribadisco quanto detto prima, le analisi non possiamo basarle sulle esperienze personali ma
sui dati concreti, e quelli dicono che evasione e patrimonializzazione la fanno da padrone nel
Triveneto, e non solo. Vedi, tu puoi pensarla come vuoi e non è che come la penso io valga
di più perchè tutte le opinioni politiche hanno lo stesso valore, però bisogna fare analisi più
informate. Uno può stare con le imprese perchè da lì nasce il lavoro (quante volte lo ha detto
Berlusconi. ma mica solo lui, tutti i liberali lo dicono...) oppure può anche dire che imprese
e lavoro stanno insieme nella mischia, come appunto la sinistra post-sinistra. Legittimo. ma
che tu voglia far passare sto discorso che fai come sinistra basandoti su numeri e dinamiche
inesistenti, non lo posso far passare
Su rc il tuo discorso è inaccettabile. Non possiamo distorcere la cronaca dell’ultimo anno
e rotto. Chi ha escluso prima prc e poi idv e rifiutato l'alleanza non è certo stata la sinistra.
Bersani lo ha deciso e Vendola ha detto si. Questi sono fatti, non opionini, se hai letto i giornali
e le varie polemiche sulla foto di vasto forse te ne ricorderai anche te. Se seguo la tua logica
noi altri a sinistra non ci si doveva manco presentare, visto che nell’alleanza non ci volevano, e
presentarci autonomamente era fare il gioco del nemico. Per far cosa poi? Per far vincere Sel
che invece di allearsi con chi la pensa come lei va con gente che la pensa diversamente?
Legittimo chiederlo ma da qui a dire che è colpa di rc è francamente incredibile.
Ho sempre più chiaro che la posizione di SEL sarà magari di fare con Monti le riforme
istituzionali (mi pare giusto e doveroso confrontarsi con la maggioranza possibile di forze
politiche sui temi che riguardano i meccanismi che reggono lo Stato), ma che sui grandi temi
sociali non c'è accordo possibile e che Vendola presserà il Pd dall'interno e finirà per spostarlo
più a sinistra.
Infine apprezzo di Vendola che stia facendo una campagna senza isterismi e senza attacchi
personali...è l'unico insieme a Giannino a fare questa cosa. Non ha reagito nemmeno quando
è stato evidente che RC ha voluto strofinargli sotto il naso i candidati che da SEL sono passati
alle liste di RC. Questo secondo me dimostra fiducia nel suo programma e nelle possibilità di
attuarlo in sintonia con una forza politica di maggior peso. E, sempre secondo me, ciò farà bene
alla sinistra in generale oltre che al paese.
Purtroppo gli ultimi eventi di cronaca, come hai riconosciuto nel tuo recente post, sembrano
darti torto.
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N. Sembra essere un fuggi fuggi generale da SEL ultimamente
M. Beh pare che vendola sia al 4% e rc al 4,5...questo dicono in questo momento le stime di voto
alla camera... .
Era al 6 2 settimane fa...
Però nemmeno RC cresce più.
No, infatti sono deluso ma è fisiologico che dopo l'effetto novità si sgonfasse un attimo anche
perchè bersagliata continuativamente da tutti gli angoli, da Repubblica alla Boccassini, dalla
CGIL a tutti quelli intellettuali con la puzza sotto il naso che guardano sempre poco alla
sostanza.
Sarebbe meglio se il pd la smettesse con l'attacco a rc e si concentrasse su monti invece di
continuare con questa storia del voto utile, na schifezza italiana. dovrebbero andare all'attacco
di monti che ora sta sfuriando contro il pd. In questa maniera Ingroia si potrebbe mettere in
competizione con Grillo invece che col centrosinistra, e sarebbe ottimo per tutti. ma finchè il pd
non capisce che il nemico è al centro e a non a sinistra non si va da nessuna parte...
Direi che nel fine settimana bersani e vendola si siano impegnati abbastanza ad attaccare
Monti e questi toni, in generale, non li gradisco affatto.
E mentre Claudio Tito su Repubblica qualche giorno fa faceva dei voli pindarici di alleanza tra
Pd e berlusconi via d'Alema, io credo invece che saranno Monti e il Pdl via Alfano ad avvicinarsi
alla coalizione di centrosinistra. Mi pare sia ormai chiaro chi è nemico di chi; e Vendola ha
anche detto che che senza maggioranza piena sul programma elettorale si torna al voto, in
caso le cose al Senato vadano male per il centrosinistra. Non mi pare l'atteggiamento di chi si
preoccupa solo del potere e non del futuro del Paese.
Di RC dici che non c'è stato tempo per le primarie, ma almeno le liste -visto che è la prima volta
che si presentano-, avrebbero dovuto essere veramente ineccepibili... .
Non mi pare per nulla chiaro chi sia il nemico. O almeno, lo è, a parole per Vendola. Ma
l'agenda bersani e monti sono sovrapponibili. E mi pare che Monti e i suoi attacchino b. tutti i
giorni. Vendola in crollo dice quel che puo, poveretto.
su rc, ma dai.... quante chiacchere sull'inutile. Dei problema ci sono stati, nessuno lo nega. Ma
per quanto le forme siano importante, il programa político è ciò che conta di più.
Se Vendola dice quel che può, non è che RC abbia voce per dire granché di più e la sua
agenda rimarrebbe comunque inapplicabile.
Certo, perchè la gente come te vota l'agenda del pd sottoscritta da Vendola. Almeno io non
voto contro la patrimoniale e per il fiscal compact, tu si. libera, Ma non ti lamentare dopo, nella
vittoria del pareggio di bilancio in costituzione c'è anche la tua mano.
Vendola non ha sottoscritto l'agenda del Pd, ha un suo programma. E, stando ai sondaggi,
ha la stessa probabilità di influire sulle scelte del Pd che avrebbe RC. Solo che io non voto
un non partito raffazzonato sotto la guida di un magistrato che sembra fare ogni cosa part-
time. Almeno Vendola ci prova con continuità, a portare avanti un progetto. E con dialogo. Sai
benissimo che il pareggio in bilancio non si elimina da un giorno per l'altro e non è una cosa
solo italiana.
No, Vendola ha rotto l'unita' a sinsitra quando si poteva invece andare insieme e poter influire. e
quindi ha accettato di rimanere ininfluente, rendendo ininfluente anche rifondazione etc. son 5
anni che porta avanti sta linea. E comunque ha sottoscritto la carta d'intenti del pd.
E ha fatto non un cartello elettorale, ma un movimento personalizzato. E ha fatto le primarie e
poi ha paracadutato tutti dall’alto.
Se Rifondazione aveva bisogno di SEL per essere influente ed essere sinistra unita...allora mi
dai stai dando ragione quando sospetto che ci si unisca solo con chi ci garantisce un posto al
sole del Parlamento, o perlomeno ci si tenta...E mi dispiace molto dover constatare questo di
Rifondazione!
Io non ho detto questo. Rifondazione non ha bisogno di Sel, non piu di quanto Sel ha bisogno
di rifondazione. la serieta' direbbe semplicemente che chi ha programmi praticamente uguali
vada insieme. Questo e' l'abc della politica, almeno di quella che piace a me. Poi se Vendola
dice le stesse cose di rifondazione e di ingroia ma vuole andare con chi ha appoggiato e
tuttora appoggia la riforma fornero, buon per lui. Scelte legittime, come le tue. Ma entrambe
in contraddizione con quel che predicavate poco tempo fa. E nessuno dei 2 è in grado
di giustifcare la scelta se non in contrapposizione agli avversari su cose ininfluenti, tipo
l’egocentrismo di Demagistris, manco vendola fosse un campione di altruismo. Le scelte
politche e soprattutto le scelte di campo dovrebbero andare oltre gli asti personali.
Ingroia dovrebbe tacere almeno sui magistrati, che spettacolo penoso in tutto e per tutto, che
modo di fare ingrassare Berlusconi 15 chili dandogli ragione sui magistrati politicizzati, non sa
aprire la bocca senza aggredire, perfino se presenta un punto del programma elettorale di RC
programma è "come aggredire i patrimoni della mafia”. Alla fine ho la sensazione che RC non
sia altro che un movimento personale risentito e non riesco a non pensare che questo signore
cosí bilioso sia candidato premier...è anche questione di forma, perché è attraverso la forma
che si esprime la sostanza.
A parte il fatto che è stata la Boccassini ad attaccare per prima (a proposito di magistrati
politicizzati) ma per me rimane centrale il programma e non le polemiche.
SEL si è coalizzata col Pd mantenendo intatto il suo programma e il lavoro sta al primo punto
del suo programma elettorale.
Parole, parole, parole. il programma l’ha mantenuto, certo, ma ha firmato un accordo che dice
che le decisioni si prendono a maggioranza. Quindi Sel ha il suo programma e tu lo voti, ma
quelli che tu voti in parlamento voteranno il programma del pd. Anche il PD ha il lavoro al primo
punto del programma. Ma deve essere il lavoro della riforma fornero che han votato. Questa la
realta', poi se vuoi pouoi farci la narrazione che vuoi sopra...
L’accordo firmato è leggenda urbana, Vendola ha ribadito in varie occasioni che ci sarà
confronto indipendente col resto del Parlamento, se le proposte di PD si discostano da quelle
del Pd, nel caso in cui governino insieme.
Leggenda urbana scritta da Bersani e Fassina su tutti i giornali...
Sarà che non credo a tutto che scrivono i giornali e mi fido di ciò che dice chi sta dentro SEL e
lo racconta?
No, non l'han scritto i giornali, ma Bersani e Fassina. Secondo me son piu autorevoli dei tuoi
amici no?
La politica non si fa sulle amicizie e sui racconti degli amici, se no rimaniamo sempre nel limbo
dei buoni sentimenti e delle grandi delusioni.
A proposito, quelli che conosci di Sel son quelli che mesi fa ti parlavano della fronda a vendola
contro la chiusura a sinistra no? E mi dicevi che io leggevo i giornali e tu sapevi le cose da
dentro. Si e' visto chi aveva ragione.....
Secondo me Bersani e Fassina sono autorevoli, ma per ciò che riguarda il loro partito.
Sai benissimo che non è stata una via facile quella di scegliere l'allenza col Pd, però alla fine
non c'è stata nessuna defezione nel cuore del partito, nemmeno tra coloro che hanno criticato
la scelta più duramente.
D'altra parte per entrare in RC ben 4 partiti hanno fatto un passo indietro e Ferrero ha dichiarato
che Rifondazione ha dovuto rinunciare a parte del suo programma per questo.
Allora se lo fa Rifondazione va bene e nel caso di SEL no?
C’è una differenza abissale e le cose non sono comparabili. Rifondazione ha fatto un passo
indietro ma e' rimasta fedele ad un programma anti-liberista, di opposizione al governo
berlusconi e a quello monti (che era poi anche il programma di SEL).
In Sel invece non hanno fatto beo, hanno accettato un'alleanza con un partito che di base non
condivide nulla di quello che dicono (millantano, a sto punto?) in sel. Per altro appare del tutto
evidente che Sel non e' nelle condizioni di fare una crisi di governo sui mille provvedimenti che
non potra' votare. Ci sono problemi di opportunita' politica.
L’alternativa era fare una coalizione di sinistra che poteva poi concordare punto per punto
col Pd. Andare alle elzioni insieme comporta degli obblighi, e giustamente. Se ti allei col Pd
della riforma fornero non puoi scoprirlo a marzo che il programma non va bene. Non stiamo a
raccontarci barzellette.
Comunque quello che dicono a me amici di Sel, anche in posizioni piuttosto autorevoli, e'
che Sel entrera' nel pd in 2/3 anni, che e' quello che pdf altro io ho detto da 1 anno e mezzo.
Poi, se riusciranno a spostare il pd su posizioni di sinistra, che al momento mancano, saro'
contentissimo. Ma le parole, seppur buone, di fronte ai fatti del pd, impallidiscono. Niente di
questo genere accade in rc.
Se SEL tra due tre anni si fonde col Pd, sarà però altrettanto vero che RC sarà già sparita da un
pezzo; quelli secondo me si scannano molto prima, altro che fusioni e connubi.
Ma rc è un partito secondo te? o una formazione politica? è semplicemente una coalizione, che
però parte almeno da un punto comune, il rifiuto del liberismo. Non è poco. E’ soprattutto quello
che dicevi te, che attaccavi vendola con parole ben piu forti di quelle che uso io oggi. Solo che,
di fronte non ad un cambiamento di vendola, ma addirittura ad un suo accellerato moderatismo,
tu ha pensato bene di sostenerlo. Come ti ho detto mille volte, è legittimo, ma questi tuoi
attacchi a rc sono fuori luogo, venendo da qualcuno che per 2 anni ha sostenuto esattamente
tutto quello che oggi sostiene rc. E che attaccava tutto quello che oggi invece supporta, a
partire dal collateralismo col pd che supportava Monti. E ora, come tutti gli ex, sembri aver un
dente particolarmente avvelenato con quelli con cui sedevi una volta, manco ti dovessi mondare
di chissà che peccato....
Sto osservando da mesi questo nordest per me sconosciuto della cassa integrazione, della
disoccupazione, dei capannoni che si svuotano, delle medie industrie che delocalizzano, delle
piccole e medie che trasferiscono la sede sociale all'estero, delle agenzie di collocamento
temporaneo che fioriscono. Ne ho già parlato sul blog, mi sono chiesta perché la sinistra non
sia mai riuscita a parlare al cuore di questi impresari che sono stati il motore dell'economia più
sana dell’Italia e dell'Europa, un tempo.
Adesso anche loro hanno stanno capendo che per allentare la morsa del credito che non
c'è bisogna rimettere mano a tutta una filosofia di pensiero, a tutto il sistema che essa ha
generato. Che l'operaio, il dipendente è parte del loro capitale, non un costo da ridurre all'osso.
Stanno capendo che è stato stupido diventare leghisti e credersi un feudo inespugnabile, la
crisi è arrivata anche qua. Ed è questo il momento buono in cui la sinistra dovrebbe seminare
un discorso di riduzione di pressione fiscale sulle aziende, prima che una patrimoniale. Non
possiamo più batterci solo per il lavoro dipendente ed ignorare le enormi difficoltà di chi
quel lavoro vorrebbe darlo (e non sto parlando di Marchionne, evidentemente). Questo è un
serbatoio inestimabile per l'economia e lo è per la politica, storicamente è una terra anche
fedele in politica... . Che il Pd abbia improntato una buona parte della campagna elettorale a
tentare la conquista del Veneto avvicinandosi agli impresari mi è parso un atto intelligente di
traghettamento verso sinistra; bisogna crearla questa cultura dove non esiste, non la si può
iniettare di botto. E come dico Veneto dico nordest in generale e Lombardia, è stupido in questo
momento sottrarre forza da parte di RC in queste regioni (dove RC non ha nessuna possibilità)
dove un'idea di sinistra potrebbe iniziare a circolare e grazie alla presenza di SEL, che può
contribuire a rendere più forte insistendo sui temi che sappiamo (che poi sono anche quelli
diRC), lavoro, pensioni, assoggettamento all'Europa, fiscal compact... .Mi sembra già un
segnale forte che Bersani abbia detto in Lombardia che vincendo alle regionali e a Milano si
abolisce il patto di stabilità che stritola i comuni e l'economia che vi gira attorno.
Fondamentalmente per questo mi fa rabbia RC e credo non fosse necessaria in queste elezioni
e sottragga non solo voti ma tutta una possibilità di aprire strada a sinistra. E lo fa attraverso
una guerra senza quartiere a SEL.
Mi chiedi se io sappia cosa sia RC; no, non lo so, non si capisce, come movimento di
intellettuali che volevano riportare all'attenzione della politica molte questioni sociali facendo
un'analisi culturale mi sembrava un’idea perfetta, ce n'era bisogno, perché alla base di tutto
questo Paese alla sfascio c'è l'assenza di un grande progetto culturale. E questo progetto
può evidentemente venire solo da sinistra. Ma, sinceramente, non sono solo io a non capire
che movimento sia: movimento (e qui torno sulle similitudini col M5S) , accozzaglia di partiti,
progetto di partito...non si sa ancora.
Bisognava pressare e al tempo stesso sostenere il Pd in questo percorso elettoral; adesso
rischiamo di nuovo tecnici e destra come minimo. L'ingovernabilità poi sarebbe anche peggio.
Siamo lontanissimi nell’analisi sociale ed economica
Non siamo sulla stessa barca coi padroni. il Pd e i suoi predecessori sono 20 anni che fa questo
discorso, fallimentare. Che l'impresa abbia dei bisogni nessuno lo nega, rimane il fatto che
quella impresa è diventata grassa sulle spalle dei lavoratori e che esiste un conflitto naturale
tra lavoro e capitale, e lo dimostra la storia, i numeri, il presente. E non solo il capitale di
marchionne, ma quello dei piccoli e medi imprenditori.
Che sono quelli che per mancanza di visione strategica non sono cresciuti perchè in borsa
non ci vanno, perchè vogliono il controllo sulle proprie aziende, perchè non vogliono assumere
manager. Le pmi erano un fattore di crescita negli anni 70, sono ormai 20 anni che sono una
palla al piede dell'economia italiana.
E poi, allentare la pressione fiscale sull'impresa invece della patrimoniale? E come la allenti
scusa, questa pressione? Se non trovando altri soldi, proprio con la patrimoniale. Se ti rileggi
quello che ho scritto sulle tasse la settimana scorsa, vedrai che dico proprio questo.
I tuoi cari imprenditori per decenni hanno patrimonializzato invece di investire (leggi i dati su
capitale investito in italia, germania o francia), in soldoni e volgarizzando, preferendo il suv
a un nuovo posto di lavoro. E poi hanno evaso a man bassa, distruggendo i conti pubblici e
di conseguenza l’economia. Ora devono pagare, coi soldi che hanno in tasca e non vogliono
farlo. Se la difesa di questi imprenditori poco imprenditori è la tua idea di sinistra, capisco bene
che tu sia lontana da Rc. Ma, come il pd, avete capito poco o nulla della crisi italiana che non
c'entra nulla con il credit crunch, perchè per anni i rubinetti erano aperti, ed anche fossero aperti
adesso saremmo in recessione lo stesso perchè il problema nuovo è chi non consuma, non chi
non produce. E per favore, adesso non mi parlare degli imprenditori che conosci te perchè non
mi interessa. Mi interessa il trend generale.
La mia idea di sinistra quindi non parte da imprese e lavoro insieme sulla stessa barca. Non
ci siamo. Facile stare sulla stessa barca con villa e, appunto, barca, contro quelli in cassa
integrazione. Non sono tutti cosi? certo, e allora? In generale quella è la situazione.
La storia del mondo moderno è quella della dialettica (quindi, scontro) tra capitale e lavoro,
l’ha riscoperto anche un economista neoclassico come Krugman. Aver abbandonato quello ha
decretato il declino della sinistra e del lavoro stesso. Io riparto da li, tu sei ferma a un discorso
che va avanti da 20 anni e che ha dimostrato di non funzionare.
E cmq Rc sta con quella sinistra europea che ha la schiena dritta, denuncia il fiscal compact e
la riforma del lavoro, cioè fa la sinistra. Da syriza, a melanchon, fino appunto a Rc. Molto di piu
di quello che si possa dire per il pd e per sel. Se poi Sel avesse voluto essere seria e coerente
avrebbe guidato Rc, come era nella logica delle cose e con la leadership di vendola si sarebbe
poi fatto l'accordo col pd togliendolo dall’abbraccio mortale di Monti. non ha voluto e quindi è di
fatto succube e ininfluente. Colpa solo sua, che ha spaccato il fronte unitario una volta di piu.
Non si può mettere nello stesso mazzo chi ha ciucciato decenni di contributi statali come la
Fiat e chi fa impresa ed è messo in condizioni tali da suicidarsi o perdere tutto (dipendenti
compresi). Se quello del nordest è un modello che non funziona da 20 anni si cercherà di farlo
funzionare di nuovo con politiche adeguate; oppure si butta via tutto quel tessuto economico
della piccola e media impresa, che comprende artigiani e agricoltura?
Non ho amici imprenditori di cui parlarti, sì osservo la realtà (e quella che si vede per le strade
non è più fatta di potenti macchinoni, di pellicce e gioielli e di ristoranti e locali di lusso pieni
di gente; quella che vedo intorno a me non è gente che ha patrimonializzato, è gente che
tira cinghia) e leggo con interesse i dati della CGIA di Mestre, per esempio. Sto aspettando
che Ingroia venga a far presa da queste parti parlando di patrimoniale. E in quanto a chi ha
spaccato la sinistra è inutile star qui a rinfacciarselo perché i miei argomenti sono esattamente
uguali ai tuoi: SEL ha un programma che senza il colpo di mano di RC tutta la sinistra che ora
sta in RC avrebbe potuto condividere: invece ha preferito spaccare. Ne riparliamo dopo il voto.
Chi ha ciucciato è stata molto di piu l'impresa del nord est, altro che la fiat. Ha prosperato sulle
spalle degli italiani costringendoci fini agli anni 90 alle svalutazione competitive pagate dai
lavoratori con l'inflazione. Mentre loro si arricchivano. Bel modo di fare impresa, non sapendo
innovare, facendo pagare la competitvità al paese e non pagando manco il dovuto con le tasse.
Caso strano, dalla nascita dell'euro è finita la pacchia e i nodi sono venuti al pettine.
E perché mai comunque bisognerebbe farlo funzionare quel modello pre-moderno che ha
ciucciato soldi e ridotto l'industria sul lastrico? Le cose che dici te le ha dette per 20 anni anche
la lega e berlusconi, con analisi parziali e pro domo loro.
Ti ribadisco quanto detto prima, le analisi non possiamo basarle sulle esperienze personali ma
sui dati concreti, e quelli dicono che evasione e patrimonializzazione la fanno da padrone nel
Triveneto, e non solo. Vedi, tu puoi pensarla come vuoi e non è che come la penso io valga
di più perchè tutte le opinioni politiche hanno lo stesso valore, però bisogna fare analisi più
informate. Uno può stare con le imprese perchè da lì nasce il lavoro (quante volte lo ha detto
Berlusconi. ma mica solo lui, tutti i liberali lo dicono...) oppure può anche dire che imprese
e lavoro stanno insieme nella mischia, come appunto la sinistra post-sinistra. Legittimo. ma
che tu voglia far passare sto discorso che fai come sinistra basandoti su numeri e dinamiche
inesistenti, non lo posso far passare
Su rc il tuo discorso è inaccettabile. Non possiamo distorcere la cronaca dell’ultimo anno
e rotto. Chi ha escluso prima prc e poi idv e rifiutato l'alleanza non è certo stata la sinistra.
Bersani lo ha deciso e Vendola ha detto si. Questi sono fatti, non opionini, se hai letto i giornali
e le varie polemiche sulla foto di vasto forse te ne ricorderai anche te. Se seguo la tua logica
noi altri a sinistra non ci si doveva manco presentare, visto che nell’alleanza non ci volevano, e
presentarci autonomamente era fare il gioco del nemico. Per far cosa poi? Per far vincere Sel
che invece di allearsi con chi la pensa come lei va con gente che la pensa diversamente?
Legittimo chiederlo ma da qui a dire che è colpa di rc è francamente incredibile.
Ho sempre più chiaro che la posizione di SEL sarà magari di fare con Monti le riforme
istituzionali (mi pare giusto e doveroso confrontarsi con la maggioranza possibile di forze
politiche sui temi che riguardano i meccanismi che reggono lo Stato), ma che sui grandi temi
sociali non c'è accordo possibile e che Vendola presserà il Pd dall'interno e finirà per spostarlo
più a sinistra.
Infine apprezzo di Vendola che stia facendo una campagna senza isterismi e senza attacchi
personali...è l'unico insieme a Giannino a fare questa cosa. Non ha reagito nemmeno quando
è stato evidente che RC ha voluto strofinargli sotto il naso i candidati che da SEL sono passati
alle liste di RC. Questo secondo me dimostra fiducia nel suo programma e nelle possibilità di
attuarlo in sintonia con una forza politica di maggior peso. E, sempre secondo me, ciò farà bene
alla sinistra in generale oltre che al paese.
Purtroppo gli ultimi eventi di cronaca, come hai riconosciuto nel tuo recente post, sembrano
darti torto.
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venerdì 8 febbraio 2013
Voti utili e inutili: ma per chi?
Dai giornali, ai blog, ai commenti sui siti è tutto un rincorrersi di appelli o spiegazioni per il voto utile. Che hanno più o meno 2 connotazioni. Voti PD-SEL se no torna Berlusconi. Oppure, visto che questo disco sembra un po' rotto, ne hanno inventata un'altra. Quelli che votano Ingroia perchè non vogliono Monti, stanno in effetti votando per Monti. Più voti si toglie a PD-SEL e più probabile sarà la mancata maggioranza al Senato e dunque l'alleanza con Monti. Una linea di pensiero in effetti più logica, che ha il solo difetto di negare un'altra realtà. E cioè che da quasi un anno Bersani vuole governare con Monti e lo ha ribadito anche pochi giorni fa a Berlino. Dal che ne dovrebbe quantomeno dedurre che se votare Ingroia equivale a votare Monti, anche votare Bersani vuol dire prendersi Monti.
Ma mi piacerebbe concludere, sperando che ci sia qualche lettore un po' più maturo (di età) con questo paragone: per 40 anni il PCI ha preso voti sapendo di non poter governare. In realtà il PCI prendendo molti voti portava via molti elettori e quindi un notevole peso politico al PSI (anche prima di Craxi, quando era un partito migliore). Si sarebbe potuto scegliere il voto utile e votare tutti PSI per mettere più sinistra nei governi di centrosinistra di allora. Invece c'erano milioni di voti inutili. Tutti idioti?
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Marco Revelli sul voto e su Rivoluzione Civile
Pubblichiamo l'intervista fatta a Marco Revelli da Micromega. Continuiamo dunque ad informare sulle scelte di diversi esponenti della politica, della cultura, e del mondo del lavoro. Per dare ai nostri lettori possibilità di riflessione sui pro e i contro di alcune decisioni e sul voto del 24-25 Febbraio.
Lei è stato tra i promotori dell’appello di “Cambiare si può”. Che progetto avevate in testa?
Siamo partiti da un semplice appello che chiedeva discontinuità in contenuti e metodo. Dopo un ventennio di berlusconismo e un centrosinistra incapace di fare opposizione, partivamo dalla sensazione del fallimento della politica italiana. In tal senso la vicenda Monti, nel novembre 2011, è stata emblematica: la politica si è messa da parte per far largo ai tecnici. Il Parlamento si è spogliato delle sue funzioni, Napolitano ha assunto il ruolo di un sovrano, il potere politico si è suicidato, in soldoni abbiamo assistito ad un’eutanasia istituzionale. Volevamo ripartire da qui, provare a ricostruire un rapporto tra la società e le istituzioni, tra rappresentanti e rappresentati, in una fase di decadenza del sistema partitico. Qualcosa di nuovo, nato dal basso, dalla cosiddetta società civile, per parlare a tutti, non solo alla sinistra-sinistra. Esiste una parte amplissima di elettorato disorientato, spaventato e disgustato a cui pensavamo poter dare un’alternativa non solo di programmi ma di metodo: nuovi criteri di selezione dei candidati e ferrea separazione tra politica e denaro. Le stesse primarie del centrosinistra sono state più un’operazione di marketing che una reale riconquista della fiducia dei cittadini. Noi – col nostro appello – siamo riusciti a mobilitare, per parafrasare Hannah Arendt ho visto “felicità pubblica”. Il piacere di molti di partecipare ad un’impresa comune.
Ma un certo punto, come “Cambiare si può”, vi siete relazionati con Antonio Ingroia ed è naufragato tutto nel momento della composizione delle liste. Hanno vinto le logiche di partito? Ingroia l’ha delusa?
Ho massima stima per la sua persona: come magistrato non si discute. E anche la personalizzazione della lista è più subita che voluta da Ingroia stesso. Come altri avrei preferito un gruppo, una gestione collegiale in base alle rispettive competenze: penso ad esempio a personalità come Gallino, il quale non ha mai nascosto la necessità di occuparsi in primis delle istanze sociali. O alle grandi personalità esperte di beni comuni e all’attenzione dei territori. Noi ad un certo punto abbiamo fallito per nostra inadeguatezza e ingenuità: abbiamo sottovalutato il peso degli apparati e i richiami identitari di partiti, seppur piccoli. Oltre al non presentare i propri simboli avremmo gradito un passo indietro dei loro leader, non è stato possibile. Non sono contro i professionisti della politica né per lo scontro tra partiti e società civile, credo debbano camminare insieme ma ritengo – in questa fase – un errore non aver dato peso alle personalità impegnate nel sociale, la politica tradizionale doveva fare un passo indietro.
Quindi malgrado non sia la “sua” lista, comunque voterà Rivoluzione Civile. Alcuni dentro “Cambiare si può” non la pensano così, come Gallino che ha espresso proprio su MicroMega preferenza per Sel. Non avete fatto una discussione interna e preso una posizione comune?Chiuso il percorso di “Cambiare si può” ognuno ha preso la sua scelta. Mi sforzo di praticare stili diversi della politica consueta, evitando schemi autoreferenziali e risse a sinistra, non mi scandalizza Gallino che vota Sel, per l’attenzione al programma economico e tra l’altro a Torino ha come candidato Giorgio Airaudo della Fiom. Personalmente, ritengo quella di Vendola una scelta suicida: Sel doveva stare nell’area di ricostruzione di un’alternativa, è diventata invece un’appendice del Pd siglando e sottoscrivendo la Carta d’Intenti. Temo nel Parlamento si troverà in grandissima difficoltà, soprattutto nel nuovo Senato chiamato a prendere decisioni terribili e con l’asse Monti-Pd che sarà il baricentro di tutto.
Voterà Rivoluzione Civile anche al Senato? Non crede sia giusto un “voto utile” per arginare un Berlusconi in rimonta?
Non sottovaluto il pericolo ed ho il terrore di B. e del suo meccanismo distruttivo. Un avventuriero spregiudicato che con il solo annuncio sull’Imu – “sparata” che gli serve per guadagnare un punto percentuale nei consensi – costa una quarantina di punti di spread, ovvero 4-5 milioni di euro di interessi sul debito pubblico che dovremmo pagare noi cittadini. Quindi, siamo chiaramente davanti alla follia di un uomo. Con la gente che lo appoggia ancora malgrado i disastri e i fallimenti commessi in passato. Pur avendo paura del Cavaliere trovo sbagliato il concetto del voto utile: un concetto offensivo e antidemocratico. Al contrario, bisognerebbe tessere l’elogio del voto inutile: atto di piena libertà. E comunque in soldoni lo scenario sarà alla Camera maggioranza del centrosinistra e al Senato una convergenza tra Pd e Monti.
Ultima domanda. Fine 2011, Lei – preoccupato dal default – ritiene Monti un male necessario per risollevare le sorti del Paese. Parla di “baciare il rospo”. Si è pentito?Assolutamente no. Non si poteva andare al voto e Monti rappresentava l’unica soluzione possibile per riorganizzare le forze in campo: avevamo tanto tempo per dare alle sinistre la possibilità di costruire un’alternativa. Invece si è deciso o la sottomissione ai tecnici o le guerre fratricide. Il Monti politico, di ora, che avanza con l’idea di una democrazia cristiana post-tecnocratica mi piace ancora meno del semplice tecnico.
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mercoledì 6 febbraio 2013
Gianni Rinaldini con Rivoluzione Civile
Proponiamo di seguito l'intervista apparsa su Liberazione di Gianni Rinaldini, ex segretario generale della FIOM prima di Landini. Una figura storica del sindacalismo italiano che spiega con efficacia perché il voto per RC è l'unica vera alternativa di sinistra.
da Liberazione
Io parto dal dato di fatto delle forze politiche che si presentano alle elezioni. Mi rendo conto che per quanto riguarda Rivoluzione Civile ci sono stati dei limiti evidenti nella costruzione delle liste e anche nel come è iniziata la campagna elettorale. So che in giro ci sono molti dubbi, io credo però che a un certo punto uno debba fare i conti con la realtà. E la realtà è che l’unico modo per avere una rappresentanza parlamentare non appiattita sulle esperienze degli ultimi governi di Berlusconi e Monti è votare Ingroia.
Ci sono tuoi ex compagni della Fiom che hanno fatto scelte diverse dalla tua…
Lo trovo assolutamente normale, la Fiom è sempre stata così. Ci sono dirigenti e delegati che hanno sempre lavorato assieme pur avendo collocazioni politiche diverse e che spero continuino a farlo, anche in Parlamento. Del resto questo è sempre stato l’elemento di forza della Fiom, che non è mai stato un sindacato appiattito su una forza politica.
A proposito dei rapporti tra sindacato e politica, ha suscitato forti polemiche la decisione della Cgil di non invitare Ingroia alla conferenza sul programma.
La Cgil ha sbagliato. Non è mai successo nella storia della Cgil di organizzare una iniziativa del genere chiamando come interlocutore un solo soggetto politico. Ma scherziamo? Nemmeno quando c’era il Pci è successa una cosa del genere. Credo che sia stato un errore preoccupante, perché fa trasparire un’idea del rapporto con la politica ancora una volta impostato secondo la logica del governo amico-governo nemico. E ciò è evidente che non va bene. L’altra considerazione sulle elezioni che mi sento di fare, riguarda la situazione pericolosa che sta attraversando questo paese.
Cioè?
Io non sono tra quelli che pensano che siccome cresce il disagio, aumentano le prospettive della sinistra. Anzi, la storia insegna che spesso è accaduto il contrario. Ci sono dei segnali inquietanti di non tenuta sulla democrazia in questo paese, segnali che vanno da quello che continua a succedere alla Fiat, con la vicenda dei lavoratori di Pomigliano tenuti fuori dalla fabbrica, fino al fatto che andremo a votare con un sistema elettorale folle. E ciò per colpa anche del Pd, il quale non ha neanche posto come condizione per l’adesione al governo Monti la modifica della legge elettorale. Siccome non credo che Pd e SeL siano talmente avventuristi da pensare di poter governare questo paese con il 35-37%, è evidente che dovranno fare un’alleanza. Dire con chi e sulla base di quali contenuti mi sembra un atto dovuto da parte di chi si propone come forza di governo.
C’è un attore, Ivano Marescotti, che, come te, ha dichiarato che voterà per Ingroia. Però ha anche aggiunto che se in Lombardia al Senato i sondaggi indicassero un testa a testa, lui non se la sentirebbe di far perdere il centrosinistra per un pugno di voti. Perciò voterebbe Rivoluzione Civile alla Camera e centrosinistra al Senato. Tu come ti comporteresti, se per ipotesi votassi in Lombardia?
Io voterei Rivoluzione Civile anche al Senato, per le ragioni che ho spiegato prima. Il problema non è se uno schieramento riesce ad avere la maggioranza al Senato con due o tre senatori in più. Il problema è che con il 35-37% dei consensi non si può pensare di governare questo paese. Per questo penso che la questione del voto utile, posta in questo contesto elettorale, sia una presa in giro. Non stiamo parlando di partiti che rischiano di prendere il 49% piuttosto che il 51%.
Prima hai accennato a dei limiti nell’inizio della campagna elettorale di Ingroia. A cosa ti riferivi?
Io ritengo che questa prima fase della campagna elettorale sia stata troppo condizionata da un terreno proposto dagli altri. Credo - e per quello che posso lavorerò in questo senso - che invece bisogna rimettere al centro il problema del lavoro, dei diritti e della democrazia. Ingroia ha cominciato a farlo, deve continuare così. Perché sono le questioni che interessano alla nostra gente: i lavoratori, i precari, i disoccupati, chi vive situazioni di disagio sociale. Altrimenti questa gente, a partire dai giovani, vota Grillo.
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venerdì 1 febbraio 2013
I carri armati contro la rivoluzione (civile)
Ormai abbiamo capito con chiarezza chi e' il nemico da abbattere in questa campagna elettorale, Ingroia e la sua coalizione di partiti di sinistra. Il perche' e' molto chiaro, sono compagni che sbagliano, anzi, fanno "oggettivamente", come si diceva una volta, il gioco del nemico.
E allora spariamogli addosso, manco fosse la primavera di Praga. Repubblica dedica un articolo un giorno si e l'altro pure ad attaccare i vari candidati. Prima un medico comunista indagato non certo per malaffare (semplicemente una vicenda che vede coinvolti 14 malati e gli effetti delle staminali), poi un sindaco del napoletano messo insieme, nello stesso articolo, all'imputato per camorra Cosentino. Quello che insieme al PD sosteneva il governo Monti, si vede che allora la camorra faceva meno schifo. Soprattutto quando non c'entra nulla con il personaggio in questione che ha idee sul condono edilizio non comunque rispecchiate dalla posizione ufficiale ne' del suo partito (IdV) ne' della coalizione. Bel giornalismo.
Migliorato solo dal titolo su Ingroia che attacca la Boccassini quando e' avvenuto l'esatto contrario, con la magistrata milanese entrata in tackle sciovolato da esplusione contro il leader di RC. Parole piu' che sgradevoli le sue, ma che diventi lei quella attaccata rasenta davvero il ridicolo. E i cannoni li punta anche l'ex eletta PD Lilly Gruber che intitola una puntata del suo improbabile talk-show "la sinistra che fa vincere la destra".
E non basta: la settimana scorsa la CGIL alla sua conferenza programmatica ha invitato solo Vendola e Bersani, escludendo il resto della sinistra. Nonostante quella sinistra fosse al suo fianco quando Camusso&C scioperavano contro la riforma Fornero votata dal PD.
Sarebbe bello se Repubblica facesse le stesse pulci al PD, cosa che invece non avviene. O se i magistrati di area PD avessero lo stesso ribrezzo che nutrono per i magistrati entrati in politica anche per il procuratore Grasso. O se i sindacati invece di fare collateralismo dessero massima voce ai bisogni dei lavoratori, e non dei loro leader. Non sia mai.
In fondo siamo nell'Italia del voto utile, anche se utile non si sa a chi. Voti Vendola e ti ritrovi Monti. Senti la CGIL parlare di lavoro e poi hai il PD contro il referendum sull'articolo 18. Mentre in RC c'e' chi e' a favore del condono, nel PD il segretario e' contro la patrimoniale e a favore del fiscal compact. La trave che hanno negli occhi deve averli davvero acciecati.....
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E allora spariamogli addosso, manco fosse la primavera di Praga. Repubblica dedica un articolo un giorno si e l'altro pure ad attaccare i vari candidati. Prima un medico comunista indagato non certo per malaffare (semplicemente una vicenda che vede coinvolti 14 malati e gli effetti delle staminali), poi un sindaco del napoletano messo insieme, nello stesso articolo, all'imputato per camorra Cosentino. Quello che insieme al PD sosteneva il governo Monti, si vede che allora la camorra faceva meno schifo. Soprattutto quando non c'entra nulla con il personaggio in questione che ha idee sul condono edilizio non comunque rispecchiate dalla posizione ufficiale ne' del suo partito (IdV) ne' della coalizione. Bel giornalismo.
Migliorato solo dal titolo su Ingroia che attacca la Boccassini quando e' avvenuto l'esatto contrario, con la magistrata milanese entrata in tackle sciovolato da esplusione contro il leader di RC. Parole piu' che sgradevoli le sue, ma che diventi lei quella attaccata rasenta davvero il ridicolo. E i cannoni li punta anche l'ex eletta PD Lilly Gruber che intitola una puntata del suo improbabile talk-show "la sinistra che fa vincere la destra".
E non basta: la settimana scorsa la CGIL alla sua conferenza programmatica ha invitato solo Vendola e Bersani, escludendo il resto della sinistra. Nonostante quella sinistra fosse al suo fianco quando Camusso&C scioperavano contro la riforma Fornero votata dal PD.
Sarebbe bello se Repubblica facesse le stesse pulci al PD, cosa che invece non avviene. O se i magistrati di area PD avessero lo stesso ribrezzo che nutrono per i magistrati entrati in politica anche per il procuratore Grasso. O se i sindacati invece di fare collateralismo dessero massima voce ai bisogni dei lavoratori, e non dei loro leader. Non sia mai.
In fondo siamo nell'Italia del voto utile, anche se utile non si sa a chi. Voti Vendola e ti ritrovi Monti. Senti la CGIL parlare di lavoro e poi hai il PD contro il referendum sull'articolo 18. Mentre in RC c'e' chi e' a favore del condono, nel PD il segretario e' contro la patrimoniale e a favore del fiscal compact. La trave che hanno negli occhi deve averli davvero acciecati.....
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Falconi e avvoltoi 2
Proponiamo di seguito il pezzo di Marco Travaglio uscito sul Fatto Quotidiano sulle strumentalizzazioni fatte da media, magistrati e partiti a danno di Antonio Ingroia e Rivoluzione Civile. Un pezzo che si riallaccia al nostro post dei carri armati schierati contro RC. Nessun nemico a sinistra, come si diceva una volta....
di Marco Travaglio
dal Fatto Quotidiano
Due giorni dopo il battibecco Boccassini-Ingroia sulla memoria di Falcone, tutti hanno già dimenticato chi ha cominciato: la Boccassini, col suo “vergognati” a Ingroia per un paragone mai fatto fra se stesso a Falcone. Non è la prima volta che la valorosa pm perde la trebisonda appena sente nominare l’amico ucciso. Il 25 maggio ’92, commemorandolo al Palagiustizia di Milano subito dopo Capaci, puntò il dito su un esterrefatto Gherardo Colombo: “Anche tu diffidavi di Giovanni, perché sei andato al suo funerale?”. E ricordò che, a lei, Falcone telefonava ogni giorno e le aveva confidato “l’ultima ingiustizia subita proprio dai pm milanesi, che gli avevano mandato una rogatoria senza allegati. Giovanni mi telefonò: ‘Che amarezza, non si fidano del direttore degli Affari penali’”. In realtà il pool Mani Pulite di Falcone si fidava: non si fidava di altri dirigenti del ministero, tipo Filippo Verde, poi coinvolto nell’inchiesta Toghe Sporche della stessa Boccassini per rapporti finanziari con Previti & C. Oggi tutti criticano Ingroia per avere ricordato ciò che pensava Borsellino di lui e della Boccassini, perché il giudice non può smentire né confermare. Ma nel ’92 la Boccassini fece la stessa cosa, svelando confidenze di Falcone senz’altro vere, che però Falcone non poteva smentire né confermare. Ma in fondo è una fortuna che quel “vergognati” sia toccato a Ingroia. Immaginiamo se un qualunque pm, a tre settimane dalle elezioni, avesse urlato “vergognati” a Berlusconi, Bersani, o Monti. Sarebbe finito sotto ispezione e processo disciplinare, tv e giornali sarebbero pieni di politici, editorialisti, Csm e Anm strepitanti contro i pm che fanno politica e interferiscono nel voto. Invece niente, silenzio di tomba. Anzi, la prova della politicizzazione dei pm è proprio Ingroia, pm in aspettativa, e non il pm che l’ha insultato con la toga addosso. La macchina del fango è, come sempre, trasversale. Severgnini Casco d’Argento va dalla Bignardi e di chi parla? Di Ingroia, che “chiama la sua lista Rivoluzione civile come se le altre fossero incivili” (potrebbe aggiungere che il Pd si chiama Democratico come se gli altri fossero tirannici, ma non l’aggiunge: “Renzi e Letta mi han chiesto di candidarmi”, povera stella). Panorama accusa Ingroia di avere “sprecato milioni di risorse dello Stato” per indagare sulla trattativa Stato-mafia (avrebbe dovuto pagare di tasca sua). Il mèchato di Libero lo accusa di “minacciare la Boccassini” e svela – intimo com’era di Borsellino – che l’amico Paolo lo chiamava “gobbetto comunista”. Repubblica intervista Grasso che, essendo candidato del Pd, gli insegna a “non usare il ruolo di pm a fini politici”. Poi fa attaccare Ingroia da un noto eroe dell’antimafia: Micciché, quello che voleva togliere i nomi di Falcone e Borsellino dall’aeroporto Punta Raisi perché allontanano i turisti. Il Corriere ricorda che “Falcone non partecipava a convegni di folle osannanti” (è una balla, Falcone andava persino alle Feste dell’Unità e al Costanzo Show, ma fa lo stesso). La Pravdina del Pd, la fu Unità, con tutto quel che succede nel mondo e a Siena, apre la prima pagina col titolo “Ingroia, scontro su Falcone”, lo accusa di “antimafia elettorale” e di essere “un magistrato in prima linea” (si ri-vergogni). Staino fa dire a Berlusconi: “Ma cosa vuole questo Ingroia da noi? Tratta la Boccassini peggio di come la tratto io… si candida in Lombardia per aiutarci a vincere… che si è messo in testa?”. Ma sì, dai, Ingroia è pagato da B. (e pazienza se in Lombardia Ingroia appoggia Ambrosoli mentre l’alleato Monti candida Albertini). Poi finalmente, a pag. 11, un luminoso esempio da seguire: Ottaviano Del Turco. Per chi non l’avesse ancora capito: nel paese governato da ladri, affaristi e mignotte, il problema è Ingroia. Invece di nominare Falcone invano, vada a rubare come tutti gli altri.
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di Marco Travaglio
dal Fatto Quotidiano
Due giorni dopo il battibecco Boccassini-Ingroia sulla memoria di Falcone, tutti hanno già dimenticato chi ha cominciato: la Boccassini, col suo “vergognati” a Ingroia per un paragone mai fatto fra se stesso a Falcone. Non è la prima volta che la valorosa pm perde la trebisonda appena sente nominare l’amico ucciso. Il 25 maggio ’92, commemorandolo al Palagiustizia di Milano subito dopo Capaci, puntò il dito su un esterrefatto Gherardo Colombo: “Anche tu diffidavi di Giovanni, perché sei andato al suo funerale?”. E ricordò che, a lei, Falcone telefonava ogni giorno e le aveva confidato “l’ultima ingiustizia subita proprio dai pm milanesi, che gli avevano mandato una rogatoria senza allegati. Giovanni mi telefonò: ‘Che amarezza, non si fidano del direttore degli Affari penali’”. In realtà il pool Mani Pulite di Falcone si fidava: non si fidava di altri dirigenti del ministero, tipo Filippo Verde, poi coinvolto nell’inchiesta Toghe Sporche della stessa Boccassini per rapporti finanziari con Previti & C. Oggi tutti criticano Ingroia per avere ricordato ciò che pensava Borsellino di lui e della Boccassini, perché il giudice non può smentire né confermare. Ma nel ’92 la Boccassini fece la stessa cosa, svelando confidenze di Falcone senz’altro vere, che però Falcone non poteva smentire né confermare. Ma in fondo è una fortuna che quel “vergognati” sia toccato a Ingroia. Immaginiamo se un qualunque pm, a tre settimane dalle elezioni, avesse urlato “vergognati” a Berlusconi, Bersani, o Monti. Sarebbe finito sotto ispezione e processo disciplinare, tv e giornali sarebbero pieni di politici, editorialisti, Csm e Anm strepitanti contro i pm che fanno politica e interferiscono nel voto. Invece niente, silenzio di tomba. Anzi, la prova della politicizzazione dei pm è proprio Ingroia, pm in aspettativa, e non il pm che l’ha insultato con la toga addosso. La macchina del fango è, come sempre, trasversale. Severgnini Casco d’Argento va dalla Bignardi e di chi parla? Di Ingroia, che “chiama la sua lista Rivoluzione civile come se le altre fossero incivili” (potrebbe aggiungere che il Pd si chiama Democratico come se gli altri fossero tirannici, ma non l’aggiunge: “Renzi e Letta mi han chiesto di candidarmi”, povera stella). Panorama accusa Ingroia di avere “sprecato milioni di risorse dello Stato” per indagare sulla trattativa Stato-mafia (avrebbe dovuto pagare di tasca sua). Il mèchato di Libero lo accusa di “minacciare la Boccassini” e svela – intimo com’era di Borsellino – che l’amico Paolo lo chiamava “gobbetto comunista”. Repubblica intervista Grasso che, essendo candidato del Pd, gli insegna a “non usare il ruolo di pm a fini politici”. Poi fa attaccare Ingroia da un noto eroe dell’antimafia: Micciché, quello che voleva togliere i nomi di Falcone e Borsellino dall’aeroporto Punta Raisi perché allontanano i turisti. Il Corriere ricorda che “Falcone non partecipava a convegni di folle osannanti” (è una balla, Falcone andava persino alle Feste dell’Unità e al Costanzo Show, ma fa lo stesso). La Pravdina del Pd, la fu Unità, con tutto quel che succede nel mondo e a Siena, apre la prima pagina col titolo “Ingroia, scontro su Falcone”, lo accusa di “antimafia elettorale” e di essere “un magistrato in prima linea” (si ri-vergogni). Staino fa dire a Berlusconi: “Ma cosa vuole questo Ingroia da noi? Tratta la Boccassini peggio di come la tratto io… si candida in Lombardia per aiutarci a vincere… che si è messo in testa?”. Ma sì, dai, Ingroia è pagato da B. (e pazienza se in Lombardia Ingroia appoggia Ambrosoli mentre l’alleato Monti candida Albertini). Poi finalmente, a pag. 11, un luminoso esempio da seguire: Ottaviano Del Turco. Per chi non l’avesse ancora capito: nel paese governato da ladri, affaristi e mignotte, il problema è Ingroia. Invece di nominare Falcone invano, vada a rubare come tutti gli altri.
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lunedì 14 gennaio 2013
Il PD, Rivoluzione Civile e la partita del Senato
Incredibile quello che si legge stamani sui giornali. Con la rimonta di Berlusconi in atto e la maggioranza al senato in bilico, il partito di Bersani sta cercando un accordo con Rivoluzione Civile, fino ad oggi tacciata di populismo e totalmente snobbata a favore dell'alleanza con Monti.
Il sugo del discorso è semplice. Il PD rischia di perdere in Sicilia, Campania e Lombardia. Nelle prime 2 regioni Rivoluzione Civile è accreditata dell'11%, un vero e proprio exploit che farebbe affondare il PD. In Lombardia di un più modesto 4%, che pur non portando ad eleggere nessun senatore porterebbe ala vittoria del PDL.
Ed allora si chiede ad Ingroia di non presentarsi al Senato e far convergere i propri voti sul PD. E perbacco! Sicilia e Campania sono le uniche regioni dove la sinistra di Ingroia è quasi sicura di eleggere dei senatori (sbarramento all'8% al Senato) e questo vorrebbe dire non avere nessuna rappresentanza a Palazzo Madama. E perchè poi? Per far governare il PD con politiche neo-liberiste? Perchè il PD è meglio di Berlusconi? Ma certo Berlusconi non vincerebbe pur con la presenza di Ingroia! Semplicemente il PD non avrebbe la maggioranza al Senato e dovrebbe cercare alleanze. E Bersani ha sempre detto che preferisce vincere col 49% che col 51%, che non vuole governare da solo.
E vuole fare l'allenaza con Monti dopo il voto. Quale sarebbe dunque il problema nel non vincere in Lombardia, Campania e Sicilia? Il giorno dopo il PD stringerebbe, come comunque farebbe, una alleanza coi centristi e sarebbe in grado di governare senza problemi. Se proprio volesse cercare una intesa con Rivoluzione Civile potrebbe decidere, invece, di guardare a sinistra, modificare il suo programma rigorista, appoggiare il referendum sul lavoro, sconfessare l'austerity e proporre un'alleanza politica (e non di convenienza) post-voto.
Altrimenti, ancora più semplicemente, potrebbe chiedere a Monti di non presentarsi nelle 3 regioni in bilico, in nome dell'alleanza che comunque faranno dopo il voto.
Ed invece no. Si riusa lo stesso giochino di Veltroni, voto utile e addirittura desistenza. Perché è sempre meglio non avere nemici a sinistra, anche se ci si vuole alleare col centro. Un opportunismo mai visto. Ma dopo 20 anni di compromessi al ribasso per far vincere il meno peggio, gli italiani hanno imparato.Votare PD in nome dell'antiberlusconismo, 19 anni dopo, è un rito stanco e assurdo, altro che terza Repubblica. Valutiamo le politiche ed i programmi. Ed avere i voti di Ingroia per poi fare le politiche di Monti non è proprio possibile.
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Il sugo del discorso è semplice. Il PD rischia di perdere in Sicilia, Campania e Lombardia. Nelle prime 2 regioni Rivoluzione Civile è accreditata dell'11%, un vero e proprio exploit che farebbe affondare il PD. In Lombardia di un più modesto 4%, che pur non portando ad eleggere nessun senatore porterebbe ala vittoria del PDL.
Ed allora si chiede ad Ingroia di non presentarsi al Senato e far convergere i propri voti sul PD. E perbacco! Sicilia e Campania sono le uniche regioni dove la sinistra di Ingroia è quasi sicura di eleggere dei senatori (sbarramento all'8% al Senato) e questo vorrebbe dire non avere nessuna rappresentanza a Palazzo Madama. E perchè poi? Per far governare il PD con politiche neo-liberiste? Perchè il PD è meglio di Berlusconi? Ma certo Berlusconi non vincerebbe pur con la presenza di Ingroia! Semplicemente il PD non avrebbe la maggioranza al Senato e dovrebbe cercare alleanze. E Bersani ha sempre detto che preferisce vincere col 49% che col 51%, che non vuole governare da solo.
E vuole fare l'allenaza con Monti dopo il voto. Quale sarebbe dunque il problema nel non vincere in Lombardia, Campania e Sicilia? Il giorno dopo il PD stringerebbe, come comunque farebbe, una alleanza coi centristi e sarebbe in grado di governare senza problemi. Se proprio volesse cercare una intesa con Rivoluzione Civile potrebbe decidere, invece, di guardare a sinistra, modificare il suo programma rigorista, appoggiare il referendum sul lavoro, sconfessare l'austerity e proporre un'alleanza politica (e non di convenienza) post-voto.
Altrimenti, ancora più semplicemente, potrebbe chiedere a Monti di non presentarsi nelle 3 regioni in bilico, in nome dell'alleanza che comunque faranno dopo il voto.
Ed invece no. Si riusa lo stesso giochino di Veltroni, voto utile e addirittura desistenza. Perché è sempre meglio non avere nemici a sinistra, anche se ci si vuole alleare col centro. Un opportunismo mai visto. Ma dopo 20 anni di compromessi al ribasso per far vincere il meno peggio, gli italiani hanno imparato.Votare PD in nome dell'antiberlusconismo, 19 anni dopo, è un rito stanco e assurdo, altro che terza Repubblica. Valutiamo le politiche ed i programmi. Ed avere i voti di Ingroia per poi fare le politiche di Monti non è proprio possibile.
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